Libia: iniziato il rientro di una parte di italiani

Pubblicato il 15 febbraio 2015 da redazione

Isis, Gentiloni ministro "crociato", Italia nemica
ROMA. – E’ iniziato il rientro di una parte di italiani dalla Libia, visto il peggiorare della situazione sul terreno, con l’avanzata jihadista verso l’ovest del Paese. In particolare, è in corso un’operazione di rimpatrio a bordo di una nave degli italiani residenti in Libia che hanno deciso di lasciare il Paese. La nave è salpata sotto la scorta della Marina Militare e la sorveglianza aerea di un Predator dell’Aeronautica. Le attività a terra sono state monitorate dai carabinieri (una trentina di unità) in servizio presso l’ambasciata italiana. Si tratta di una operazione “preannunciata”, ha fatto sapere la Farnesina, ricordando che già dal primo febbraio scorso il sito www.viaggiaresicuri.it aveva ribadito l’invito ai connazionali a non recarsi in Libia o a lasciare il Paese. L’avviso era stato pubblicato dopo l’attacco terrorista del 27 gennaio all’Hotel Corinthia di Tripoli, in cui erano rimaste uccise numerose persone, inclusi sei stranieri. Il quadro della sicurezza in Libia si è profondamente deteriorato negli ultimi mesi. In particolare la Cirenaica, dove imperversano i jihadisti, che hanno istituito il “Califfato di Derna” e che ora puntano progressivamente verso l’ovest del Paese, dopo aver preso anche Sirte, a 400 km dalla capitale Tripoli. A rischio sono anche Bengasi e l’area urbana di Tripoli, le due principali città del Paese, dove la Farnesina ricorda “un sensibile innalzamento della tensione anche all’interno dei centri urbani”, che può coinvolgere quindi anche i cittadini stranieri. In generale, si rileva che il quadro generale è “minato da fattori di diversa matrice”. Il Paese dalla caduta di Gheddafi è in preda a fazioni e milizie armate che si fronteggiano rendendo la situazione ingovernabile. Il caos diventa terreno fertile per le azioni “terroristiche”, come l’attentato all’hotel Corinthia di Tripoli, che fanno leva “sulla perdurante impossibilità per le forze dell’ordine di garantire un effettivo controllo del territorio”: uno “Stato fallito”, come ha più volte sottolineato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

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(ANSA) - NUORO, 15 DIC - La sindaca di Dorgali (Nuoro) Maria Itria Fancello, del Movimento 5 stelle, è indagata dalla Procura di Nuoro per turbativa d'asta. Lo ha annunciato lei stessa su Facebook, in nome di quella trasparenza richiesta dal suo partito. "Volevo informare i cittadini di Dorgali che mi è stata notificata una richiesta di proroga delle indagini da parte della procura di Nuoro - spiega - a quanto pare, insieme a mio marito, ex dipendente della cooperativa Ghivine, e all'assessore Fabrizio Corrias sono indagata per turbativa d'asta. Per quanto sono riuscita a ricostruire, non ho ricevuto avvisi di garanzia, né ero a conoscenza dell'attività, si tratterebbe della gara di aggiudicazione della gestione dei siti archeologici. Un bando che è stato pubblicato il giorno successivo all'insediamento del nuovo consiglio comunale. Per cui né io, né altri componenti della giunta abbiamo avuto nulla a che fare con la gara, assegnata da un'apposita commissione". "Ho fiducia nella giustizia - prosegue la prima cittadina di Dorgali - e mi sento confortata dal fatto di aver sempre agito per il bene dei cittadini. Ve lo dovevo per quella trasparenza che contraddistingue il MoVimento 5 Stelle. Vi terrò aggiornati." (ANSA).

12:32Brexit: Gentiloni, seconda fase non più facile della prima

(ANSA) - BRUXELLES, 15 DIC - "La seconda fase (dei negoziati sulla Brexit, ndr) non sarà più facile della prima": lo ha detto il premier Paolo Gentiloni, spiegando che ieri il Consiglio Ue ha "accolto con grande cortesia" la disponibilità espressa dalla premier britannica Theresa May nel suo intervento. Il summit Ue discuterà di Brexit questa mattina, senza la May. Ieri la premier ha "rivendicato la linea con la quale siamo riusciti ad arrivare all'intesa con la Commissione qualche giorno fa", ha spiegato Gentiloni, ribadendo che i leader Ue restano "consapevoli" delle difficoltà della seconda fase.

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12:06Terrorismo: espulso francese, ha mimato spari contro Cc

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Con un provvedimento firmato dal ministro dell'interno, Marco Minniti, è stato espulso un cittadino francese 23enne, convertito all'Islam radicale, che era stato arrestato per reati comuni il 29 agosto scorso dai Carabinieri in provincia di Cuneo. Già segnalato dalle autorità transalpine quale simpatizzante jihadista, informa il Viminale, durante le procedure di identificazione aveva mimato il gesto di "sparare" contro i Carabinieri e di "far detonare" un ordigno esplosivo, citando Allah. Con quella di oggi sono 101 le espulsioni eseguite con accompagnamento nel proprio Paese, nel corso del 2017 e 233 quelle eseguite dall'1 gennaio 2015 ad oggi, riguardanti soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo religioso.

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