Dalle cooperative un quarto del fatturato alimentare

Cibo

ROMA. – L’Italia che produce grandi numeri e qualità agroalimentare preservando fini solidaristici si dipana tra i viticoltori Mezzacorona, i mungitori della Latteria Soresina, i vivaisti di barbatelle Rauscedo, i maxi orti di Conserve Italia, i fornitori di carne a marchio Conad. Tanti volti che insieme esprimono il 23% del valore dell’alimentare italiano. Con le sue 5.042 imprese attive, la cooperazione agricola italiana garantisce occupazione a più di 93.400 addetti e ha generato un fatturato di quasi 35 miliardi di euro nel 2012, utilizzando il 99% di materia prima italiana. Resta un 1% di forniture estere ma ”solo perché ancora non riusciamo a produrre banane in Italia”, come ironizza il presidente Adm (Associazione della distribuzione moderna) nonché Ad di Conad Francesco Pugliese alla presentazione del Rapporto 2014 dell’Osservatorio della cooperazione agricola italiana, istituito dal ministero delle Politiche Agricole e sostenuto dalle organizzazioni Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Unicoop. Nel 2013, nonostante la crisi, l’universo cooperazione segna un +5,8% di crescita del fatturato rispetto all’anno precedente, incremento decisamente più alto del +1,5% dell’alimentare nel suo complesso, come sottolineato da Ersilia Di Tullio di Nomisma, responsabile scientifico dell’Osservatorio. Di rilievo anche il capitolo delle esportazioni, che vede le cooperative rappresentare il 13% (con 4 miliardi di euro) del totale dell’export agroalimentare italiano. L’Osservatorio ”conferma il potenziale straordinario della cooperazione in Italia. Quando c’è, è un valore aggiunto per i produttori e la filiera, laddove non c’è cooperazione agricola il territorio risulta più povero” ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, intervenuto ai lavori a Palazzo della cooperazione. ”Dobbiamo investire molto di più sul settore cooperativo – ha aggiunto il ministro Martina – sapendo quanto e come è cambiato configurandosi oggi come strumento competitivo”. ”La cooperazione – per il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri – negli ultimi anni ha avuto il grande merito di indirizzare la produzione delle aziende agricole in un’ottica tutta orientata al mercato, nazionale ed estero, valorizzando al massimo i prodotti conferiti dai soci”. Il Rapporto ”fotografa un sistema che funziona, su cui vivono tante famiglie italiane” commenta il deputato Pd Nicodemo Oliverio lamentando tuttavia ”uno scarto tra Nord e Sud dove la cooperazione agricola è meno estesa e meno efficace. Scarto che ci auguriamo venga colmato”. (di Alessandra Moneti/ANSA)