Immigrazione: l’Ue annuncia la svolta, l’Italia non è sola

Immigrazione: Guardia Costiera, ieri salvati 265 migranti

BRUXELLES. – Estensione dell’operazione Triton e 13,7 milioni di euro per l’asilo: la Commissione Ue potenzia l’ “assistenza” a Roma per far fronte alla pressione migratoria e manda un segnale chiaro, come mai prima, lasciando intravedere la traiettoria di una svolta concreta: “l’Italia non è sola. L’Europa è al suo fianco”, siamo “pronti ad aggiungere risorse” all’operazione di Frontex “se sarà richiesto”. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni parla di “primo passo in risposta alle sollecitazioni”, confidando che ce ne siano altri a breve, e per il capo del Viminale Angelino Alfano “è finalmente chiaro” che la questione “è una grande strategia di politica estera e internazionale”. Quello che è certo a Bruxelles ce l’hanno messa tutta per apparire convincenti. Il commissario all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos è sceso in sala stampa scandendo con tono solenne “l’Italia non è sola. L’Europa è al suo fianco” due volte, anche in italiano, per rendere il concetto più incisivo. E a far rimbalzare le stesse parole da Washington, dove è impegnata in un vertice sugli estremismi e la sicurezza è l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, mentre il primo vice presidente Frans Timmermans scriveva su Twitter: “abbiamo raccolto l’appello dell’Italia e stiamo rispondendo con ogni mezzo a nostra disposizione”. Di concreto c’è il prolungamento dell’operazione Triton, inizialmente prevista solo per alcuni mesi e ora estesa almeno a fine 2015 – per questa proroga c’è una “dotazione iniziale provvisoria di 18,2 milioni” -, oltre ad un’erogazione di 13,7 milioni di finanziamenti di emergenza, che vengono attinti al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, su richiesta delle autorità italiane, anche alla luce del drammatico aumento degli arrivi di minori non accompagnati (il 278% in più rispetto al 2013). Cifre che si aggiungono ad un pacchetto già stanziato di oltre 500 milioni di euro per il periodo 2014-2020. Ma Bruxelles si dice anche “pronta a reagire rapidamente” di fronte a “eventuali richieste” di Roma “di aumentare le risorse” per l’operazione congiunta di Frontex, a cui attualmente partecipano 21 Stati membri, e che dal suo avvio, il primo novembre 2014, ha contribuito in modo diretto a salvare 6mila persone su circa 19mila, partecipando a 27 operazioni di ricerca e salvataggio solo nel weekend scorso. “Non possiamo sostituirci all’Italia nella gestione delle sue frontiere esterne ma possiamo darle una mano”, afferma Avramopoulos che ribadisce come a breve la Commissione presenterà un’Agenda per l’immigrazione dall'”approccio olistico”. Sarà la prima vera politica europea sul tema, che punta a risultati concreti, al di là degli slogan inconsistenti lanciati dall’Ue negli ultimi anni, annuncia il commissario. E ricordando l’episodio della Guardia costiera italiana minacciata da trafficanti armati durante una missione di salvataggio afferma: “Non possiamo chiudere gli occhi e andare avanti come se fosse ‘business as usual'”. Banco di prova saranno saranno comunque gli appuntamenti del 4 marzo, con un dibattito orientativo del collegio dei commissari; ed il 12 marzo quando la questione sarà al centro del Consiglio Ue Affari interni. Solo allora, forse, si avrà la misura di quanto lontano l’Ue sia davvero disposta a spingersi. Critiche arrivano da Amnesty International “estendere l’operazione Triton, senza aumentare le sue risorse e la sua zona operativa, non cambia nulla”, sottolinea Iverna McGowan. Sul fronte politico interno, il Pd esprime una cauta soddisfazione con l’invito a fare di più, come auspica la responsabile Immigrazione Micaela Campana. Gli esponenti di Area popolare (Ncd-Udc) si dicono contenti, con Renato Schifani che parla di “successo di Alfano”. Una netta bocciatura arriva dalla Lega: il capogruppo in commissione Giustizia Nicola Molteni, definisce il nuovo stanziamento per Triton, “un finanziamento al terrorismo”. E fortemente critico è anche M5S: per i deputati della Commissione Esteri “Triton un’operazione di facciata con un contributo risibile”, “il primo passo da fare è il superamento di Dublino III”.  (di Patrizia Antonini/ANSA)

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