Isis: si teme per la vita di 150 cristiani rapiti in Siria

>>>ANSA/ISIS: GENTILONI MINISTRO "CROCIATO", ITALIA NEMICA

BEIRUT. – Crescono in Siria i timori per la vita dei cristiani rapiti nel nord-est del Paese dall’Isis, il cui numero rimane incerto ma che secondo alcune fonti sono non meno di 150. Mentre nel vicino Iraq i jihadisti del Califfato hanno sequestrato oltre un centinaio di persone di un clan tribale a loro ostile, tra i quali figurano nove bambini. L’Assyrian Human Rights Network, citato dalla televisione Cnn, afferma che i cristiani assiri tenuti in ostaggio dallo Stato islamico dopo l’offensiva dei giorni scorsi nella provincia di al Hasakah, sono appunto 150 e aggiunge che presto i jihadisti diffonderanno un video messaggio – indirizzato al presidente Usa Barack Obama e ad altri leader della Coalizione anti-Isis – in cui minacciano di uccidere gli ostaggi. Altre fonti forniscono cifre diverse. Per esempio l’arcivescovo siro-cattolico di Hassakah-Nisibi, Jacques Behnan Hindo, secondo il quale i cristiani rapiti sono tra 120 e 140, prelevati dai villaggi di Tal Jazira, Tal Shamiram e Tal Guram. Migliaia di abitanti di villaggi vicini sono fuggiti, ha aggiunto Hindo parlando con l’agenzia Fides, mentre sono stati uccisi in combattimento quattro cristiani arruolati nelle milizie assire, schieratesi con i battaglioni curdi contro i jihadisti. Un giovane cristiano assiro di nome Milad risulta essere invece l’unica vittima civile di questo raid dell’Isis. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) e l’agenzia governativa siriana Sana continuano da parte loro a parlare di una novantina di ostaggi. Alcuni, precisa la Sana che cita fonti locali, sono stati trasferito nella cittadina di Al Shaddadi, “roccaforte dello Stato islamico nella provincia di Al Hasakah”. Nella regione, a poche decine di chilometri dalle frontiere con la Turchia e con l’Iraq, continuano intanto intensi i combattimenti tra i miliziani curdi e lo stesso Isis, le cui postazioni, secondo l’Ondus, vengono colpite dai jet della Coalizione internazionale a guida americana. Quanto al movente del rapimento collettivo dei cristiani, le interpretazioni di diversi osservatori concordano sull’ipotesi di un’azione volta a uno scambio con cui l’Isis vorrebbe ottenere la liberazione di propri miliziani fatti prigionieri dalle forze curde. Di questa opinione si e’ detto anche Antoine Audo, vescovo di tutti i caldei della Siria e presidente di Caritas Siria, che ha parlato con la Radio Vaticana. Il presule ha avuto parole molto dure contro la Turchia, che ha accusato di sostenere i jihadisti in funzione anti-curda, e in generale contro la comunita’ internazionale. C’e’ “un complotto internazionale contro la Siria, per distruggere questo Paese”, ha denunciato. Anche l’arcivescovo Hindo ha parlato di “politiche sciagurate, soprattutto francesi e statunitensi, con i loro alleati regionali, che hanno favorito di fatto” l’escalation dell’Isis. Piu’ che di complotto, tuttavia, Hindo parla di “errori strategici grotteschi”, come l’annuncio piu’ volte ripetuto di una campagna di primavera in Iraq per scacciare i jihadisti da Mosul. E proprio in Iraq, dove secondo la Cnn gli Usa stanno intensificando l’invio di armi in vista della tanto pubblicizzata offensiva e dove i caccia francesi Rafale decollati dalla portaerei Charles De Gaulle, hanno compiuto i primi raid, 107 membri di un clan tribale ostile all’Isis sono stati rapiti a est di Tikrit. Lo ha riferito la tv panaraba Al Jazira, precisando che tra di loro vi sono nove bambini di 9 e 10 anni. Una fonte del clan tribale citata dall’emittente ha precisato che il sequestro di massa e’ avvenuto tre giorni fa: i jihadisti hanno catturato in tutto 127 membri del clan, per rilasciarne poi venti. (di Alberto Zanconato/ANSA)

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