Il ritorno di Charlie, ma senza l’assalto alle edicole

New Charlie Hebdo edition release

PARIGI. – Detto, fatto. Come anticipato nei giorni scorsi, Charlie Hebdo è tornato nelle edicole di Francia, con la copertina su sfondo rosso in cui viene raffigurato in bianco e nero un cane che tiene in bocca una copia del giornale mentre fugge via inseguito da una folla inferocita di personaggi. Caricature tra l’umano e l’animale, tra cui si riconoscono i volti di Nicolas Sarkozy, Marine Le Pen, Papa Francesco e un jihadista, con le sembianze di un grosso lupo nero con un kalashnikov. A Parigi sono tanti i cittadini che hanno voluto procurarsi una copia del settimanale, ormai simbolo della libertà d’espressione, anche se nulla di comparabile all’assalto alle edicole che caratterizzò l’uscita del cosiddetto ‘numero dei sopravvissuti’ – quello con la caricatura di Maometto e la scritta ‘Je suis Charlie-Tout est pardonné’ – uscito appena una settimana dopo la strage jihadista del 7 gennaio. Di quella storica edizione, il n.1178 – che comunque continuerà a restare in edicola fino al mese di marzo – sono state stampate sette milioni di copie. Tiratura più limitata ma pur sempre straordinaria per questo nuovo numero con una prima ‘infornata’ da 2,5 milioni di copie. Nelle pagine interne, un lungo editoriale di Riss, il nuovo direttore scampato per un pelo alla furia sanguinaria dei fratelli Kouachi, torna sul massacro del 7 gennaio e sulla chiusura mentale degli attentatori. “Pensate che noia se tutti pensassero come noi! E in che triste mondo dovevano vivere gli assassini del 7 gennaio… Un mondo uniforme in cui la minima testa che si distingue viene decapitata, la minima voce discordante viene soffocata”. Ma il direttore si pone anche tanti interrogativi sul futuro e sull’opportunità di continuare la lotta per la libertà d’espressione: “Nonostante l’ondata di incoraggiamenti e di sostegni, abbiamo comunque il diritto di chiederci chi oggi ha realmente il coraggio di condurre questa lotta. Francamente, chi ha voglia di battersi per la blasfemia? Chi ha voglia di sfidare i religiosi, se poi devi finire protetto da dieci agenti scorta 24 ore su 24? Nessuno”. E ancora: “Tutti hanno sostenuto Charlie, ‘andate ragazzi, siamo con voi!’, hanno detto. Ma in quanti oseranno disegnare e pubblicare un disegno blasfemo? Pochissimi. La folla sostiene Charlie, come sostiene il torno nell’arena. E forse un giorno Charlie morirà, stravolto dalle frecce, sotto agli applausi e all’ammirazione del pubblico”. Nelle prime pagine, c’è comunque una lunga lista di ringraziamenti a tutti coloro che in queste ultime settimane hanno espresso sostegno e solidarietà al giornale, incluso Papa Francesco, anche se non manca una ‘frecciatina’ nei suoi confronti: “Grazie anche al Papa, che ci ha consigliato di leggere la Bibbia, ma che dovrebbe rileggere i Vangeli, perché un buon cristiano non darebbe mai un pugno a chi insulta sua madre, ma porge l’altra guancia”. Un riferimento, quest’ultimo, alle parole del Pontefice durante la sua missione a Manila. Ma da questa ultima edizione, intitolata non a caso ‘Si ricomincia!’, emerge soprattutto la volontà della redazione di voltare pagina e tornare alla normalità, seguendo semplicemente i grandi temi di attualità. A dimostrazione, le caricature sul processo a Dominique Strauss-Kahn che si è appena chiuso a Lille e l’intervista esclusiva al ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis.

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