Nuovo clima tra il Colle e le opposizioni

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ROMA. – “Porte aperte” al Quirinale e non solo per i cittadini che presto potranno visitarlo tutti i giorni. Sergio Mattarella ha chiuso il suo ciclo di incontri con le opposizioni raccogliendo una serie di documenti – veri e propri “cahiers de doleance” – dalle forze politiche che ha ricevuto. Massimo riserbo al Quirinale ma la disponibilità all’ascolto del presidente è stata ampiamente apprezzata dai partiti che sperano in un intervento futuro del capo dello Stato contro lo strozzamento eccessivo dei tempi parlamentari. “Clima sereno”, è il massimo che è filtrato dal Quirinale dopo quasi un’ora di colloquio tra Beppe Grillo e Mattarella. Poco, ma ben rende il clima che il presidente vuole creare con i suoi interlocutori nel tentativo, questo sì chiaro, di riannodare i fili di una dialettica parlamentare indispensabile per i grandi temi comuni come le riforme. Ed ora toccherà anche ai sindacati che la prossima settimana saliranno al Colle portando tutti i loro dubbi sul Jobs act e il crescente disagio sociale del Paese. Anche questo non sarà un incontro di routine: era da anni e anni che la “triplice” non si presentava insieme al Quirinale. E così Mattarella potrà accrescere il proprio bagaglio di informazioni sulle fibrillazioni del Paese. Tornando alle dinamiche politiche, certamente si deve registrare che l’unica preoccupazione che lega le opposizioni salite al Colle – in ordine sparso e ognuna con i suoi cavalli di battaglia – è quella di un intervento del Quirinale contro “il rifiuto da parte del Governo del dibattito parlamentare”, come ha spiegato Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Si vedrà. Ma Sergio Mattarella non sembra essere tipo da anticipare l’ostacolo: in queste prime settimane ha mantenuto un livello basso di comunicazione mostrando di voler prima conoscere a fondo la materia prima di esprimersi. Se a questo si aggiunge che buona parte dei rilievi portati all’attenzione del Colle sarebbero dovuti in realtà essere indirizzati a palazzo Chigi, è lecito aspettarsi che il silenzio possa prolungarsi. Molto più probabile invece che il presidente si esprima compiutamente sul mondo della Giustizia oggi denso di tensioni pronte ad esplodere. Mattarella sta studiando con attenzione sia il tema della responsabilità civile dei giudici che l’intero pacchetto di riforma. Solo due giorni fa, andando a Firenze in treno, ha avuto modo di passare diverso tempo con il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Di certo Mattarella ne parlerà in un prossimo plenum del Csm che ancora deve essere calendarizzato. Ma prima dei sindacati e del plenum si colloca un altro appuntamento importante per il presidente: le prime visite di presentazione in Europa. E si tratta di una partenza sprint: lunedì sarà infatti a Berlino per discutere con il presidente Joachim Gauck e la cancelliera Angela Merkel di crescita e flessibilità, di Ucraina e di Libia, nonche’ del futuro prossimo dell’integrazione europea. Il giorno dopo direttamente nel cuore dell’Europa comunitaria, a Bruxelles, dove si confronterà con i vertici dell’Unione. (di Fabrizio Finzi/ANSA)

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