Rogo in un seminario di Gerusalemme, l’Olp accusa Israele

MO: VANDALISMO ANTI-CRISIANO, SDEGNO IN ISRAELE

TEL AVIV. – Oggi un seminario cristiano a Gerusalemme e una scuola in Cisgiordania, ieri una moschea sempre in Cisgiordania: tornano dopo alcuni mesi gli attacchi di matrice razzista anticristiano e antiarabo, in genere collegati con la strategia intimidatoria del cosiddetto del ‘prezzo da pagare’ teorizzata da estremisti e coloni radicali ebrei. Da Ramallah la leadership palestinese ha tuttavia attribuito oggi la responsabilita’ politica di questi episodi al governo israeliano. Malgrado la condanna ufficiale dei vertici dello Stato ebraico. Il raid di stamattina e’ avvenuto in un seminario greco ortodosso per gli studi sulla cristianita’ non lontano dalla Porta di Giaffa, che immette nella Citta’ Vecchia a Gerusalemme. Un incendio di origine dolosa si e’ sviluppato all’interno dell’edificio causando danni ma nessuna vittima. Sui muri del seminario sono state anche trovate scritte blasfeme in ebraico contro Gesu’. L’arcivescovo greco-ortodosso Aristarchos ha detto alla Radio militare israeliana che ”alle 4.30 di notte due persone con il volto coperto sono arrivate dalla parte est dell’edificio ed hanno lanciato liquido infiammabile nel bagno del seminario”. Il rogo è stato poi spento dai vigili del fuoco e la polizia di Gerusalemme ha dichiarato di avere aperto una inchiesta sull’incidente. Un atto condannato dal sindaco Nir Barkat secondo il quale ”non c’e’ spazio a Gerusalemme per questi atti deplorevoli”. Da parte israeliana si e’ mosso anche il presidente Reuven Rivlin che ha telefonato al Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme Theophilos III. ”E’ inconcepibile – ha ammesso Rivlin – che un atto come questo possa accadere in un luogo di preghiera. E’ un crimine odioso..i cui responsabili devono essere assicurati alla giustizia”. Il secondo episodio e’ accaduto a Narif, un villaggio palestinese nei pressi di Nablus, in Cisgiordania. Secondo fonti locali, sono stati tracciati graffiti razzisti sui muri di una scuola e tra questi la scritta ‘Morte agli arabi’. Per il responsabile palestinese Ghassan Daghlas – citato dall’agenzia Maan – gli autori sarebbero un gruppo di coloni ultrà dell’insediamento di Yizhar. Sui fatti di oggi, come su quello avvenuto ieri nella moschea di Betlemme, dove ignoti avevano pure appiccato le fiamme, e’ intervenuto il negoziatore palestinese Saeb Erekat. ”Riteniamo – ha detto – il governo israeliano completamente responsabile per questi attacchi che hanno l’obbiettivo di terrorizzare la nostra gente e fargli abbandonare la loro terra”. Per Erekat, ”gli attacchi sono la diretta conseguenza della volontà di definire Israele come ‘Stato Ebraico’ e Gerusalemme come ‘eterna ed indivisa capitale del popolo ebraico”’, secondo le parole d’ordine della destra di Benyamin Netanyahu. ”Questo tipo di crimini – ha poi rincarato Hanan Ashrawi, dirigente dell’Olp – costituisce un chiaro attacco contro tutti i palestinesi, siano essi musulmani o cristiani”. E non si tratta più di ”incidenti isolati”.

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