Il Torino vola con Glik, e il Napoli manca l’aggancio con la Roma

Soccer: Serie A; Torino-Napoli
TORINO. – Dall’Europa League al campionato, dall’Athletic Bilbao al Napoli è sempre il Torino a fare festa. A regalare ai granata la vittoria, la prima di Ventura contro i partenopei, è un colpo di testa di capitan Glik che, con il sesto gol in campionato, permette alla sua squadra di centrare il dodicesimo risultato utile consecutivo. E ferma la rincorsa al secondo posto del Napoli, che può recriminare soltanto per il palo colpito da Gabbiadini. Troppo poco per la squadra di Benitez, che sognava l’aggancio alla Roma e subisce invece la seconda sconfitta consecutiva in trasferta dopo quella di Palermo. Un passo che non si addice ad un top club con ambizioni da Champions League. Bravo il Torino, apparso più convinto, ad ingabbiare per tutto il primo tempo Hamsik e compagni con quel ‘tiki-taka’ che esalta le doti di palleggio dei suoi difensori. E poi, trovato il gol del vantaggio nel miglior momento dell’avversario a chiudersi a protezione della porta di Padelli. E’ l’ennesimo miracolo di Ventura, che rilancia la freccia Bruno Peres e non rinuncia alla qualità di El Kaddouri, in grande spolvero in questo periodo, cui unisce i muscoli di Farnerud. Davanti, in coppia con Quagliarella, c’è Martinez. E proprio il giovane venezuelano spreca una grossa chance da pochi passi, alzando sopra la traversa il cross di Bruno Peres, ‘mancato’ da Koulibaly. L’avvio promette bene con l’occasione granata, ma il ritmo cala in fretta. C’è il predominio del Toro, che piace di più. Ci sono il palleggio e la frequente apertura sulle fasce verso Bruno Peres e Darmian. Il Napoli, invece, fatica. Ed è strano, visto che Benitez, a differenza del collega granata, in Europa League ha tenuto a riposo quasi tutti i titolari. Gli azzurri appaiono involuti: il fraseggio è prevedibile, sulle fasce non c’è sfogo con Callejon e De Guzman, ma neanche per vie centrali, dove Gazzi chiude ogni varco. Higuain non riesce mai ad essere innescato a dovere. I tentativi napoletani arrivano così soltanto dalla distanza, con De Guzman (due volte) e Hamsik, pericoloso solo con un destro al volo da 30 metri che sfiora l’incrocio dei pali. Il Napoli cresce ma la manovra non trova sbocco in attacco se non con tiri dalla distanza: Higuain e Callejon da una parte, Quagliarella dall’altra. Servirebbe un’invenzione per sparigliare le carte. Ci provano i tecnici: Ventura lancia Maxi Lopez, Benitez inserisce Gabbiadini, al posto di un Hamsik che nostra di non gradire la sostituzione. Protesta il Napoli per un tocco di mano di Moretti in scivolata, ma l’addizionale Rocchi fa segno di no ad Higuain. Nel dopo-partita Benitez farà capitre che non ha assolutamente condiviso questa decisione. E allora il jolly lo pesca Glik, sempre più capitano goleador, che sfrutta a dovere il corner regalato da metà campo da Koulibaly. Calcio d’angolo di Farnerud, anticipo su Albiol e spizzata di testa che batte l’incolpevole Andujar. Il Napoli si scuote, Higuain sfiora il pari in girata, quindi Gabbiadini centra un clamoroso palo su punizione, ma è troppo tardi per una squadra dalle grandi ambizioni come quella partenopea. L’ingresso di Zapata non serve a nulla, il Toro soffre e vince. Con merito.

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