Difendere l’Amazzonia, tutelare la natura e i popoli

Pubblicato il 02 marzo 2015 da redazione

Pope Francis' Angelus Prayer

CITTA’ DEL VATICANO. – L’Amazzonia, insieme con la foresta del Congo, è ciò che resta di più prezioso per il pianeta: sei milioni di chilometri quadrati di foresta tropicale, divisi tra Guyana, Suriname e Guyana Francese, Venezuela, Ecuador, Colombia, Bolivia, Perù e Brasile. Ma il 20% di questo patrimonio dell’umanità è già andato in fumo, per la deforestazione, a vantaggio dei grandi interessi economici, delle multinazionali, nel totale disprezzo dell’ambiente e dei diritti umani dei popoli amazzonici, tra cui 390 popoli indigeni. La REPAM, rete ecclesiale panamazzonica, è nata, ispirata dalle parole di papa Francesco a Rio, durante la GMG del 2013, per unire le forze in difesa dell’Amazzonia, e per aiutare altre analoghe iniziative, nel mondo, a difesa di situazioni analoghe. La rete è stata presentata in sala stampa vaticana dal card. Peter Turkson, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, dall’arcivescovo peruviano Pedro Ricardo Barreto Jimneo, da segretario generale di Caritas Internationalis Michel Roy, da Maurizio Lopez Oropeza, di Caritas Ecuador, mentre il cardinale Claudio Hummes è intervenuto audiocollegamento. Il card. Turkson ha spiegato la scelta di presentare la REPAM anche in Vaticano, “non solo – ha detto – per l’alto significato simbolico che riveste per la Chiesa la sede di Pietro, ma anche per la volontà di dare visibilità alla REPAM, al suo funzionamento, alle sue priorità di azione, agli alleati e modalità di accreditamento”. “Potrebbe servire – ha detto il porporato africano – come modello per altre chiese locali di altri continenti che si trovano a affrontare sfide analoghe a queste: giustizia legalità, – ecco alcune sfide – promozione dei diritti umani, cooperazione tra Chiesa e istituzioni pubbliche, prevenzione dei conflitti, studio delle informazioni, sviluppo inclusivo ed equo, uso delle risorse e preservazione delle culture e modi di vita di diversi popoli”. Il cardinale ha apprezzato della REPAM la “transnazionalità della iniziativa e l’elevato numero di paesi coinvolti”, la “ecclesialità per la creazione di una collaborazione armoniosa fra le componenti della Chiesa”, e “l’impegno per la tutela della vita” di oltre 30 milioni di persone e svariate comunità”. Mons. Fridolin Ambongo, presidente della Commissione giustizia e pace dei Grandi Laghi (Repubblica del Congo, Ruanda e Burundi) e della Commissione per le risorse naturali della Chiesa del Congo, ha raccontato che “nella foresta equatoriale, bande armate stazionano alle zone dove si estraggono i minerali: le sfide – ha detto – sono le tesse Che in Amazzonia, da noi è un problema di vita o di morte perché se hanno trovato petrolio, diamanti, sicuramente sappiamo che l’indomani ci sarà la guerra, lo sappiamo e facciamo l’esperienza in Congo, e anche in altri paesi. Sono contento, – ha aggiunto – che la presentazione di REPAM sia fatta anche qui a Roma per più visibilità, può servire anche per altre chiese, sono contento che lui come nostro capo parla così”, (si riferiva al cardinale Turkson, ndr). La Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM) è nata nel mese di settembre 2014 a Brasilia, si propone di tutelare l’Amazzonia e di promuovere un modello di sviluppo alternativo solidale, che non organizzi la società e lo sfruttamento della natura in funzione dei soli interessi economici”. (giovanna.chirri@ansa.it)

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