L’agricoltura batte la disoccupazione, +7,1% occupati

Monsanto Bangalore Centre in Bangalore

ROMA. – L’agricoltura continua a creare posti di lavoro e nell’ultimo trimestre 2014 ha registrato un incremento boom del 7,1 per cento nel numero di occupati che risulta dieci volte superiore al valore medio totale di tutti i settori. E’ l’ analisi della Coldiretti in merito ai dati Istat sul lavoro. L’aumento del 7,1 per cento su base trimestrale è il secondo piu’ elevato dall’inizio della crisi (2007) dopo il +16,3 per cento del secondo trimestre 2010. I 57mila nuovi occupati registratisi nell’ultimo scorcio del 2014 – sottolinea Coldiretti – sono il risultato di una crescita del 17,5 per cento al nord, del 2,8 per cento al centro e dell’1,1 per cento al Sud. Aumentano in campagna i lavoratori indipendenti (+8,7 per cento) ma anche quelli dipendenti (+5,5 per cento).) Sulla base dell’analisi della Coldiretti sono 867mila gli occupati totali nel settore agricolo, con una leggera prevalenza dei dipendenti (435mila) sugli indipendenti. La crescita occupazionale nell’agricoltura italiana, secondo l’organizzazione agricola, è stata favorita dagli effetti della legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) che ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne italiane aprendo nuove opportunità occupazionali delle attività connesse a quella agricola come la trasformazione dei prodotti, gli agriturismo, le fattorie sociali, le fattorie didattiche, la pet-therapy, fino ai mercati degli agricoltori. Un’ apertura che ha attirato molti giovani e nell’ultimo trimestre 2014 le imprese condotte da under-35 sono infatti salite a 49.871, con un aumento dell’1,5 per cento dal punto di vista congiunturale, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere. “L’agricoltura si conferma settore che offre opportunità e contribuisce nella lotta alla disoccupazione, come dimostra la crescita di oltre il 7% del tasso di occupati in un anno, con circa 57 mila nuovi lavoratori”, rileva il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. “Un risultato – aggiunge Martina – che può ancora crescere nel 2015, anno che metterà l’Italia al centro dello scenario internazionale con Expo”.

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