Morta all’Avana a 89 anni: Naty, l’amante che restò sempre fedele a Fidel

Pubblicato il 02 marzo 2015 da redazione

alina

MIAMI. – Era considerata una delle donne più belle dell’Avana, lavorava per una multinazionale americana, la Esso, ed era sposata con un prestigioso cardiologo, ma quando Natalia Revuelta Clews incontrò per la prima volta Fidel Castro nel 1952 – quando il futuro Lider Maximo era uno sconosciuto dirigente rivoluzionario – fu amore a prima vista. La storia di amore fra Fidel e Naty, come la chiamavano tutti, è legata indissolubilmente – nel bene e nel male – a quella della Revolucion cubana e del suo Comandante: fu il colpo di Stato di Fulgencio Batista, nel marzo del 1952, a convincere Naty a radicalizzare la sua militanza politica nel Partido Ortodoxo, al quale apparteneva il giovane Castro. Si videro per prima volta nel novembre del ’52, in un meeting politico: Fidel stava già organizzando l’attacco alla caserma Moncada di Santiago de Cuba. Li presentò il poeta Jorge Valls – che dopo il trionfo della Revolucion passò 20 anni nelle prigioni castriste, prima di esiliarsi in Florida – e da quell’incontro nacque anzitutto una collaborazione militante. E’ nella casa di Naty che si svolsero molte della riunioni di preparazione dell’attacco della Moncada, che risultò un disastro totale e per il quale Castro finì in galera. Solo dopo la sua liberazione, nel 1955, il rapporto fra i due diventò anche una storia di amore. Nel marzo del 1956, mentre Naty era ancora sposata con Orlando Fernandez, nacque la loro unica figlia, Alina, che Fidel vide per prima volta dopo la sconfitta di Batista, tre anni dopo, e che fino all’adolescenza non seppe chi era il suo vero padre. Revuelta non ufficializzò mai il suo rapporto con Castro, ma nel 1961, quando suo marito ottenne il divorzio e partì verso gli Usa con la loro prima figlia, Natalia, lei rimase all’Avana, fedele al suo credo politico, lavorando per diversi organismi statali. Dal 1980 collaborava con il ministero della Cultura, mentre continuava a vivere nella sua vecchia casa nel quartiere di Nuevo Vedado. Malgrado mantenesse rapporti costanti con la sua famiglia, viaggiando spesso negli Usa per visitarli, la sua fedeltà al regime castrista le causò forti conflitti con la figlia Alina, che nel 1997 fuggi in Spagna con una parrucca e un passaporto falso, prima di istallarsi a Miami, dove lavora come giornalista. Solo l’incidente cardiovascolare occorso alla madre l’anno scorso portò Alina a tornare all’Avana dopo 21 anni e, secondo fonti della famiglia, era accanto a Naty quando è morta, sabato scorso per i postumi di un enfisema polmonare. Insieme a sua figlia Alina Salgado, nipote di Naty, Alina ha organizzato la cremazione dei resti della madre e le sue ceneri sono state sparse nel mare davanti all’Avana, come l’amante di Castro aveva richiesto prima di morire. In quanto a Fidel, non ha fatto alcuna menzione della morte della madre di una delle sue due figlie (l’altra, Francisca Pupo, vive anche lei a Miami). Sabato scorso, quando è morta Naty, era riunito con gli agenti dell’intelligence cubano noti nell’isola come i “Cinque Eroi di Miami” e raccontando il loro incontro ha ricordato i tempi dell’attacco alla Moncada, senza però ricordare la donna che lo aiutò a prepararlo e che le restò fedele per più di mezzo secolo.

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