“Vertice segreto anti-Putin dietro la morte di Nemtsov”

Pubblicato il 03 marzo 2015 da redazione

Funeral of BorisNemtsov

BERLINO. – Un vertice segreto di oppositori russi, che aveva l’obiettivo di far cadere Vladimir Putin: potrebbe essere questo incontro clandestino, avvenuto in Germania un anno fa, ad aver scatenato l’ipotetica vendetta del Cremlino contro Boris Nemtsov. A rivelare un tassello inedito della vicenda politica russa è Alfred Koch, controverso vicepremier e responsabile delle privatizzazioni negli ultimi anni dell’era di Boris Ieltsin e amico della vittima dell’agguato di tre giorni fa. Koch parla al tabloid tedesco Bild, confessando di temere di essere il prossimo obiettivo da eliminare, nella Russia di Putin. Mentre dalle pagine della Welt l’europarlamentare Elmar Brok fa una lista di nomi da lui ritenuti a questo punto a rischio. Il racconto di Koch, che è un russo di lontane origini tedesche e dal 2008 si è rifugiato in Germania temendo di finire sotto processo a Mosca per presunti episodi di malversazione, ha contorni sinistri: secondo la sua ricostruzione dei fatti, sarebbe stato lui stesso a organizzare per conto di Nemtsov, nell’alta Baviera, un incontro segreto a cui averebbero partecipato diversi esponenti dell’opposizione. “C’erano diversi ex uomini di governo che oggi non voglio nominare”, afferma, citando invece apertamente fra i presenti l’ex oligarca russo Mikhail Khodorkovski, che si è esiliato in Svizzera dopo aver affrontato dieci anni di prigione in patria, esito di un processo per frode fiscale ritenuto da molti politicizzato. Obiettivo dell’incontro, durato tre giorni, spiega Koch, era quello di “cercare una strada per spezzare il potere di Putin”. Uno dei partecipanti, Kocha Bendukidse, ex ministro in Georgia, morì dopo poche settimane dall’incontro. Si parlò di infarto, afferma ancora la ‘gola profonda’, senza però credere a questa tesi. “Io temo che lui e Nemtsov non siano le ultime vittime di quel giro”, sottolinea. Anzi, l’ex vicepremier non fa mistero di temere per la sua stessa vita: “Ho paura di essere il prossimo”. Secondo osservatori occidentali della scena politica russa sono del resto diversi i dissidenti oggi ad “alto rischio”. L’europarlamentare Brok, presidente della Commissione Affari esteri e ‘falco’ anti-Putin a Strasburgo, mette in una sua lista ad esempio il blogger Alexei Navalni, Mikhail Kasianov già capo del governo nei primi quattro anni della presidenza Putin, e l’ex campione del mondo di scacchi Garri Kasparov, che vive fra gli Usa e la Croazia proprio per il timore di finire nei guai in patria. L’omicidio di Nemtsov, sostiene l’europarlamentare conservatore tedesco, dimostra che “questi uomini coraggiosi potrebbero essere le prossime vittime”. La Russia di oggi, accusa, “è un’autocrazia, e adesso è sulla strada di diventare una dittatura”. In un Paese così, rincara infine Brok, non si può contare che si faccia chiarezza sull’omicidio Nemtsov: le indagini in casi simili sono state nel passato una “farsa”.
(di Rosanna Pugliese/ANSA)

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