Rai Bene comune, un servizio pubblico dalla parte dei cittadini

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ROMA. – Un testo aperto al dialogo “che vuole essere un inno al lavoro parlamentare. La proposta sulla Rai del M5s è largamente condivisibile, anche nella ricerca dell’autonomia dalla politica. Ma è fondamentale anche cosa si vuole mettere dentro il servizio pubblico. Noi proponiamo di metterci rappresentanza, cittadini, le migliori competenze della società civile, standard qualitativi e requisiti alti”. Così Pippo Civati ha descritto la proposta di legge ‘Riforma del servizio pubblico radiotelevisivo. la Rai Bene comune” presentata con altri esponenti del Pd, Arturo Scotto, Sandra Zampa e Luca Pastorino e da Nicola Fratoianni e Annalisa Pannarale di Sel. “Una proposta – ha ricordato Vincenzo Vita introducendo oggi in conferenza stampa alla Camera l’iniziativa – figlia di un lavoro molto lungo e partecipato nell’epoca del web, portato avanti, favorendo il confronto fra cittadini e partiti, da MoveOn Italia, che si è ispirato al movimento americano capace di contribuire all’approvazione della riforma sanitaria negli Usa”. Il testo, che si concentra sulla governance della Rai (ma è in scaletta poi anche una revisione profondissima della legge Gasparri, ndr), riprendendo i temi e lo spirito della proposta di iniziativa popolare presentata alla Camera nel 2006, ha fra i punti fondamentali: la garanzia del pluralismo, la libertà di accesso e l’assenza di posizioni dominanti e monopolistiche nel servizio pubblico. “Per una riforma della Rai ci deve guidare il nodo della funzione del servizio pubblico, quanto debba stare dalla parte dei cittadini e quanto l’informazione sia un diritto della cittadinanza” ha detto Sandra Zampa, vicepresidente del Pd. Si propone per questo la creazione di un Consiglio di Garanzia a sovrintendere il servizio pubblico composto da 21 membri, di cui solo sei eletti dal Parlamento: gli altri verrebbero scelti da altri soggetti, fra i quali la Conferenza Stato regioni, l’Anci, rappresentanti degli artisti e della società civile, e cinque anche dagli utenti. “Ci sarebbe così un profilo di indipendenza reale – ha spiegato Nicola Fratoianni -. Proponiamo inoltre che il canone venga radicalmente riformato e rivisto in una formula di progressività. Inoltre, come chiede il M5S nella sua proposta, anche noi vorremmo percorsi di evidenza pubblica per l’elezione del Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri. Infine si prevede l’abolizione della commissione di Vigilanza Rai perché perderebbe la sua funzione”. Sulla Rai “si è discusso della possibilità di un decreto – ha aggiunto il deputato Sel -. Ma le proposte di legge del M5s e la nostra dicono che ci sono tutte le possibilità per costruire una discussione aperta che entri nel merito, che non sottragga al Parlamento un confronto importante come quello sul servizio pubblico”. Più che fare presto, come ha chiesto il governo “facciamo bene, per una volta – ha sottolineato Civati -. Facciamo un percorso che possa vedere convergere forze diverse verso un obiettivo comune. Questo è l’unico antidoto alle intese pasticciate e ai ‘Nazareni'”. (di Francesca Pierleoni/ANSA)

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