Martínez e Rondón: due “vinotinto” a confronto in Europa League

Martinez

CARACAS – Ci eravamo lasciati con la scena che ha fatto impazzire i tifosi granata al San Mames: Matteo Darmian segna il gol del 3-2 per il Toro ed il vinotinto Josef Martínez a bordo campo non capisce più nulla, abbraccia tutti, va in overdose da adrenalina granata.

Poi, in campo, sciuperà anche un’occasione dopo una grande incursione e il dribbling sul portiere vasco. Ma che importa! E’ uno di loro, fa parte del gruppo creato da Giampiero Ventura dove c’è una sorta di slogan: “Tutti per uno ed uno per tutti”.

Venerdì si è svolto il sorteggio di Europa League ed il sorteggio ha regalato al Toro un altro match da brividi contro lo Zenit. Ma per i tifosi della vinotinto il match avrà un sapore speciale, sarà una sorta di derby del cuore, infatti si sfidano Josef Martínez (Torino) e Salomón Rondón (Zenit), due dei pilastri della nazionale venezuelana. Ma questa non é la prima volta di un derby vinotinto in Europa League, il precedente risale alla stagione 2012. Allora si sfidarono in semifinale Fernando Amorebieta (Bilbao) e Jeffrén Suarez (Sporting Lisbona), e la sfida fu vinta dai baschi.

L’attaccante del Toro appena saputo dell’incrocio ha dichiarato: “L’avrei evitato volentieri, perché uno dei due finirà fuori. Saranno due partite speciali per la storia che stiamo scrivendo: due venezuelani in una competizione europea. Ma non sarà un duello, bensì una sfida tra squadre e mi auguro che vada bene. A entrambi”.

Per l’ex attaccante del Caracas, é la terza esperienza in Europa League nella fase ad eliminazione diretta, in precedenza aveva superato la fase a gironi con il Young Boys ed il Thun.

“Con il Toro é diverso. Al primo anno non solo abbiamo passato la prima fase, ma siamo agli ottavi”.  In questa stagione di Europa League, Martínez ha disputato 469 minuti. Il giocatore vinotinto é partito tra i titolari in sei gare ed ha segnato anche due reti, entrambe contro il Copenhaguen. A cui va aggiunto un altro, ma che é stato segnato nei preliminari della competizione europea

Escludendo Rondón, alla domanda sullo Zenit, Martínez risponde: “Sappiamo molto bene che troveremo delle condizioni climatiche abbastanza fredde. Ma, sappiamo anche che lo Zenit ha anche degli ottimi giocatori che possono risolvere la gara in qualsiasi momento.”

I tifosi del Torino ancora ricordano la finale di Coppa Uefa persa con l’Ajax nella stagione 1991-1992. Il popolo ed i giocatori granata non vogliono assolutamente svegliarsi da questo sogno, e per motivarsi dovranno soltanto chiudere per un instante gli occhi e pensare alla sera di Bilbao.

A pochi giorni da quell’impresa, Martínez la descrive in questo modo: “L’eliminatoria con i baschi è stata combattuta, intensa. E anche sulle tribune, in entrambi i match, si è vissuto un ambiente spettacolare. Siamo riusciti a mandare a casa un avversario tosto come l’Athletic Club che veniva dalla Champions League. Il nostro gruppo ha fatto un lavoro durissimo, oltre ogni sforzo, preparando le due gare con moltissima serietà”.

Durante un’intervista ad una tv venezuelana viene chiesto a Jossef se darà ai suoi compagni dei consigli di come bloccare a Salomón Rondón e lui risponde: “No, No. Io sono un giocatore in più, se devo dire qualcosa lo faró. É un giocatore importante nello Zenit. Conoscerlo, non vuol dire che l’hai già bloccato e che sarà facile affrontarlo.”

E alla domanda su cosa possa accadere nel doppio confronto con lo Zenit: “Magari un gol di Rondón e il Toro che passa il turno”

Quest’estate Salomón Rondón e Jossef Martínez si ritroveranno, ma questa volta con la stessa maglia quella della Vinotinto. Il Venezuela sarà impegnato nella Coppa America che si disputerà in Cile tra l’11 giugno ed il 4 luglio. I ‘creoli’ sfideranno nell’ordine Colombia (14 giugno), Peru (18) e Brasile (21). “Mi preparerò al meglio con il Toro, in Coppa America sarà la mia prima volta, piena di speranza”. La speranza dei tifosi vinotinto è quella di migliorare il quarto posto della passata edizione, ma adesso a sognare sono i tifosi granata, sperando di vedere alzare in cielo la coppa e piangere di gioia nello stadio di Varsavia, sede della finale. (Fioravante De Simone/Voce)