Boldrini declina i ruoli al femminile ma è polemica

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ROMA. – Se sei donna e sei un ministro, devi essere chiamata ministra. Se sei donna e sei un deputato, devi essere chiama signora deputata. La presidente della Camera, Laura Boldrini, chiede a tutti la declinazione dei ruoli al femminile, in aula come nei resoconti parlamentari. Lo fa inviando una lettera ai deputati, che è quasi un invito a farlo. Ma l’iniziativa non convince proprio tutti, né i cittadini né i politici. Perché, dicono, le priorità del Paese, come delle donne, sono ben altre. “Qualcuno ritiene che sia superfluo parlare di linguaggio di genere – ha spiegato la Boldrini – io ritengo, invece, che il tempo sia scaduto ed è doveroso soffermarsi su questi temi”. “Quando si parla di ruolo di vertice delle donne si dice che è cacofonico. E, quindi, è brutto dire la ministra ma va benissimo dire la contadina. Ora basta”. E guai a dirle che è grammaticalmente scorretto: “L’accademia della Crusca ci dice, che non c’è un ruolo che non si possa declinare al femminile”. Ma per Mara Carfagna, deputata di Fi e già ministro per le Pari Opportunità, “le priorità sono altre”. In un Governo che non ha mai voluto nominare un ministro per le Pari Opportunità dice la Carfagna, la Boldrini farebbe meglio a “utilizzare le sue possibilità di moral suasion per sensibilizzare i colleghi della maggioranza e dell’opposizione anche ad occuparsi di quelle che sono le vere emergenze del Paese e, di conseguenza, delle donne”. Per M5S la Boldrini “è una ipocrita visto che in aula fa insultare le donne”. E critiche arrivano anche da twitter: “Le emergenze dell’Italia sono altre. Le donne non si valorizzano così”.
(di Patrizia Sessa/ANSA)

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