Scempio Isis a Nimrud, per Unesco è crimine di guerra

RUSPE ISIS CONTRO L'ANTICA NIMRUD. SI COMBATTE A TIKRIT

BEIRUT/BAGHDAD.- Una “deliberata distruzione del patrimonio culturale costituisce un crimine di guerra”. Così il direttore generale dell’Unesco Irina Bokova ha stigmatizzato l’attacco dell’Isis contro l’antica capitale assira di Nimrud. “Un attentato all’umanità intera”, ha rincarato il ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Prosegue la distruzione in maniera sistematica da parte dei jihadisti dello Stato Islamico del patrimonio storico e archeologico dell’umanità in Iraq e Siria, mentre le truppe governative irachene e le milizie filo-iraniane avanzano verso Tikrit grazie anche alla copertura aerea dei raid della Coalizione guidata dagli Usa. Le autorità di Baghdad avevano denunciato ieri la “distruzione” del sito di Nimrud, a sud-est di Mosul, ‘capitale’ del cosiddetto califfato dell’Isis. Le fonti ufficiali irachene non sono state però finora in grado di produrre prove dei danni provocati dalla barbarie jihadista, né di fornire una stima del livello di distruzione causata dalle “ruspe” dell’Isis. Testimoni locali, citati da media iracheni e stranieri, affermano che la distruzione si è svolta nei giorni scorsi e dicono di aver visto miliziani portar via dal sito numerose “tavolette” e “artefatti”. L’Isis, che ha già danneggiato statue e antichi oggetti nel museo di Mosul, dato alle fiamme antichi manoscritti e biblioteche, distrutto parte delle mura di Ninive e saccheggiato numerosi siti in Iraq e Siria, rivendica le devastazioni affermando che queste opere sono idoli dell’epoca preislamica e che quindi devono essere distrutti. Dalle autorità della comunità cristiano-siriaca irachena sono giunte forti condanne per un crimine paragonato alle distruzioni inflitte al patrimonio culturale dai Mongoli nel 13/mo secolo d.C.. Da parte sua, il Grande Ayatollah Ali Sistani, principale autorità sciita irachena e del Medio Oriente arabo, ha affermato che l’atto dell’Isis contro Nimrud “dimostra barbarie e l’ostilità (dei jihadisti) contro il popolo iracheno, per il presente e per la sua storia”. Sul terreno prosegue intanto l’offensiva iracheno-iraniana contro Tikrit, la città a nord di Baghdad controllata dall’Isis. Le milizie sciite filo-iraniane guidate da consiglieri iraniani hanno annunciato di aver conquistato al Dor, la località da cui proveniva Izzat ad Duri, ex braccio destro del defunto e deposto presidente Saddam Hussein. E si parla anche di un ripiegamento dei jihadisti dalla città di al-Baghdadi. Tikrit è la città natale dei clan che durante l’era di Saddam sono stati al potere in Iraq. E, come roccaforte sunnita della resistenza baathista anti-americana, ha una storia di forte ostilità all’espansione iraniana e sciita nella regione. (di Lorenzo Trombetta/ANSA)

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