Obama ricorda la marcia di Selma, ma i neri muoiono ancora

OBAMA RICORDA LA MARCIA, MA I NERI MUOIONO ANCORA

NEW YORK. – Barack Obama ricorda la marcia di Selma. E lo fa guardando al futuro senza dimenticare i sanguinosi fatti di 50 anni fa, quando manifestanti pacifici cercarono di attraversare il ponte Pettus e furono attaccati dalla polizia. Le immagini scioccarono l’America e spinsero all’approvazione del Voting Rights del 1965 che mise fine all’esclusione dal voto degli afroamericani. Da allora passi in avanti sono stati compiuti. Ma la strada e’ ancora lunga – come ammette in un messaggio Obama, giunto a Selma con tutta la famiglia – e i neri muoiono ancora. La conferma arriva dal Wisconsin, dove a Madison un giovane afroamericano disarmato 19enne e’ stato ucciso da un agente di polizia, in quello che e’ solo l’ultimo degli episodi razziali che alimenta il dibattito negli Stati Uniti, riavviato dopo l’uccisione di Michael Brown a Ferguson. Proprio i genitori di Brown sono giunti in Alabama, pochi giorni dopo il rapporto shock del Dipartimento di Giustizia che, pur non incriminando l’agente che uccise il loro ragazzo, traccia la fotografia di una polizia locale animata da pregiudizi e che discrimina in barba ai precetto costituzionali. Il ministro della Giustizia, Eric Holder, ha assicurato di essere ”pronto” a smantellare la polizia di Ferguson per sradicare le discriminazioni e le violazioni della costituzione perpetrate dalla polizia. Intanto e’ tutta l’America a ricordare quel giorno del 1965: gli organizzatori di ‘Selma is Everywhere’ hanno organizzato marce in diverse aree del paese, incluso il simbolico Ponte di Brooklyn a New York, dove centinaia di persone si sono radunate per sfilare. ”Selma e’ ora”, ammonisce Obama, riferendosi alla piaga razziale ancora non sconfitta negli Stati Uniti. Il presidente rilancia anche una sfida sul fronte dei “nuovi diritti civili”, quella dei gay. Favorevole alle coppie dello stesso sesso, l’amministrazione Obama si rivolge senza mezzi termini alla Corte Suprema, che avviera’ l’esame del divieto delle nozze gay imposto in quattro stati americani il 28 aprile. Divieto che secondo il presidente è contrario alla costituzione presuppone che le coppie gay e i loro figli ”siano famiglie di seconda classe”. Quindi il parallelo con i neri americani: ”gli stati non possono proibire i matrimoni fra razze diverse, e non possono proibire neanche quelli fra lo stesso sesso”. Obama e’ a Selma assieme alla First Lady, Michelle Obama, e alle figlie, Malia e Sasha. Presenti alle celebrazioni anche un centinaio di membri del Congresso, inclusi molti repubblicani inizialmente non attesi. Nei giorni scorsi le critiche per la mancanza di un’adeguata rappresentanza di politici di destra aveva animato il dibattito. Sono invece presenti il senatore Tim Scoot, repubblicano del Sud Carolina, e il leader della maggioranza alla Camera, Kevin McCarthy. Alle celebrazioni partecipa inoltre l’ex presidente, George W. Bush, che nel 2006 firmò la riautorizzazione per il Voting Rights, la storica legge promossa da Martin Luther King per escludere ogni discriminazione razziale alle urne. ”Vogliamo che gli americani vedano che l’Alabama e’ un posto diverso rispetto a 50 anni fa. Siamo orgogliosi dei progressi che abbiamo fatto”, proclama il governatore dell’Alabama, il repubblicano Robert Bentley.
(di Serena Di Ronza/ANSA)

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