Nico Lopez gela il Milan al 95′, Inzaghi nei guai

Pubblicato il 07 marzo 2015 da redazione

Soccer: Serie A; AC Milan-Hellas Verona

MILANO. – Finisce tra i fischi per Pippo Inzaghi la sfida tra Milan e Verona che si chiude sul risultato di 2-2 con Nico Lopez che trova la rete del pari al 95′. L’allenatore torna in bilico e rischia molto, con l’ennesima battuta d’arresto. E’ sotto accusa per le scelte iniziali e – soprattutto – per aver sostituito Pazzini con Bocchetti poco dopo la mezz’ora del secondo tempo. Il Milan soffre, rimonta e si fa agguantare in maniera colpevole oltre il tempo regolamentare. Il Verona rischia di essere nuovamente fatale, questa volta per Inzaghi che viene contestato in maniera plateale. I rossoneri vanno in svantaggio per un rigore concesso al Verona e trasformato da Toni. Trovano il pari con un altro rigore calciato da Menez. Passano in vantaggio con un autorete di Tachsidis (che colpisce anche una traversa) e subiscono il 2-2 a tempo ampiamente scaduto grazie all’ispirazione di Nico Lopez. Gli ospiti non si arrendono mai e il risultato è sostanzialmente giusto anche se il Milan si scopre sempre piu’ fragile, incapace di controllare il risultato, di ragionare e costruire. L’allenatore sembra ormai nel pallone e la sua avventura sembra arrivata ai titoli di coda. Adriano Galliani – prima della partita – ostenta sicurezza anche se vuole vederci chiaro sugli infortuni che affliggono il Milan, non entra nel merito delle scelte di Inzaghi, gli chiede solo di vincere e convincere. Le vicende societarie e l’incontro tra Berlusconi e il magnate thailandese Mr. Bee aleggiano a San Siro e destano interrogativi pesanti sul futuro del club. Per il moento però sono le scelte di Inzaghi a sollevare dubbi e perplessità. Torna titolare Mexes, in avanti Pazzini, Cerci e Menez. Destro resta in panchina, mentre a centrocampo chance (sprecata) per Muntari. Ancora sorprese per un Milan che non trova pace contro un Verona reattivo e vivace ben orchestrato da Mandorlini. La partita non è intensa. Menez finisce a terra in area ma l’arbitro lascia correre forse giustamente. Dopo circa 10′ di gioco, Pazzini svirgola clamorosamente un ottimo pallone scodellato da Menez. Il Verona è in agguato e pronto a ripartire: Jankovic manda di un niente a lato e ci riprova con Tachsidis che sfiora il colpaccio per un’uscita improvvida di Diego Lopez. Al 17′ sembra calare la mannaia sul Milan per un fallo in area di Muntari su Ionita. E’ rigore: trasforma Toni con un cucchiaio perfetto. I rossoneri provano a reagire con Bonaventura che manda a lato, con Cerci che non approfitta di un errore di Marques, con Mexes che cerca il colpo di potenza. Quasi alla mezz’ora Pisano anticipa miracolosamente Poli e Cerci. Il Verona non resta a guardare e cerca di andare a segno con Ionita sul quale si oppone Diego Lopez. Ancora attivo Mexes che spaventa gli avversari con una gran botta che non centra lo specchio. Alla fine, il Milan trova il pari con un rigore per un fallo di Jankovic su Mexes. Dal dischetto Menez non sbaglia e segna al 41′. I rossoneri vanno in vantaggio all’inizio del secondo tempo con un’autorete di Tachsidis propiziata da un tiro di Mexes. Il Milan sembra liberarsi da un incubo, la manovra e’ piu’ fluida, Inzaghi sembra salvo. La partita è vivace, i ritmi salgono. Benussi salva su Pazzini, Toni manda di poco a lato e il Verona sfiora il pari con una magnifica conclusione di Tachsidis che si stampa sulla traversa. Toni sciupa un’altra occasione e si conferma un attaccante di razza. La svolta della partita cade poco dopo la mezz’ora con la sostituzione di Pazzini con Bocchetti. Insorge la Sud e contesta Inzaghi a suon di fischi. Il finale è vibrante: errori a catena, espulso Mandorlini per proteste, mentre l’arbitro dà 5′ lunghissimi di recupero. Al 95′ Nico Lopez gela San Siro con un destro che batte Lopez. Si dispera Inzaghi: la sua sorte sembra segnata. Il Milan conquista un punticino e va a quota 35. Troppo poco per una squadra partita con tante ambizioni. I rossoneri non sanno più vincere, l’ambiente è mogio, i tifosi si allontanano. L’esonero di Inzaghi potrebbe essere pero’ una medicina troppo blanda.

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