Obama non si ferma: “Selma è la mia fonte di ispirazione”

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NEW YORK. – Gli immigrati, i gay e le donne. La battaglia per i diritti civili del presidente americano, Barack Obama, va avanti. Deve andare avanti perchè le discriminazioni e le diseguaglianze, anche economiche con una società americana sempre più spaccata, sono evidenti. Obama lo ha detto in un’intervista alla Cbs trasmessa all’indomani del discorso di Selma: teatro di eventi che sono stati “fonte di ispirazione” del presidente per il suo impegno in politica. Se Ferguson, con l’uccisione del teenager afroamericano Michael Brown da parte di un agente di polizia, è simbolo di una ‘piaga’ quella razziale che affligge ancora gli Stati Uniti, i fronti di lotta per cambiare ancora e chiudere i gap esistenti sono ancora molti. “Selma è la mia fonte di ispirazione”, quella che “mi ha spinto” a scendere in campo e “dedicarmi” al servizio pubblico: “quando ero giovane – confessa Obama – non avevo l’aspirazione a essere presidente. Intorno ai 20 anni ho iniziato a leggere sul movimento dei diritti civili e sono rimasto affascinato”. E Obama si sente in parte frutto della marcia di Selma in quanto primo presidente afroamericano d’America: “siamo gli schiavi che hanno costruito la Casa Bianca” ha detto ricordando il Bloody Sunday. E ha sottolineati l’esperienza di vita vissuta dalle sue figlie, Malia e Sasha, che ieri hanno attraversato il ponte Edmund Pettus e hanno avuto l’onore di incontrare alcuni degli eroi di quello storico 7 marzo del 1965. Ma la marcia – ammette Obama – è lungi dall’essere finita. Di sicuro negli ultimi 50 anni sono stati fatti progressi ma i fronti da combattere sono vecchi e nuovi. Se le discriminazioni razziali continuano ad alimentare il dibattito negli Stati Uniti, un dibattito “costruttivo” secondo il presidente, gli immigrati, le donne e i poveri sono le nuove barriere da abbattere. Le donne “non sono cittadini di seconda classe”: un “mondo in cui sono trattate alla pari con gli uomini è un mondo più sicuro” mette in evidenza il presidente, celebrando la giornata delle donne. Da mesi Obama denuncia le disparità, soprattutto di salari del gentil sesso. Così come da mesi cerca di portare avanti e convincere il Congresso ad agire sul fronte dell’immigrazione, legalizzando alcuni milioni di immigrati illegali che hanno determinati requisiti rafforzando, allo stesso tempo, le frontiere. Immigrati che sono discriminati perchè non cittadini di fatto, il cui status non è riconosciuto, è il leif motive di Obama. Il presidente è all’attacco anche sul fronte dei gay e, con il Dipartimento di Giustizia, si è espresso a favore dell’incostituzionalità dei divieti imposti da alcuni stati per le nozze fra lo stesso sesso. Anche in questo caso Obama parla di famiglie gay trattate come “famiglie di seconda classe”, anche se non è vero: a loro vanno riconosciuti gli stessi benefit delle coppie eterosessuali. La battaglia per i diritti civili di Obama si spinge anche sul fronte economico, con la richiesta di aumento del salario minimo nel tentativo di colmare le differenze e ricucire la la società americana, spaccata da una ripresa che ha dato maggiori benefici ai ricchi penalizzando la classe media, ossatura del sistema americano.