Il Venezuela richiama per consultazioni il capo ambasciata in Usa

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NEW YORK. – Il presidente americano, Barack Obama, ha dato il via libera ad una serie di sanzioni nei confronti del Venezuela, accusando alcuni suoi funzionari governativi di aver violato i diritti umani e di corruzione pubblica. Lo riferisce la Casa Bianca, spiegando come nel decreto presidenziale si chieda anche di liberare tutti i prigionieri politici. In particolare ad essere colpite dalle sanzioni sono sette persone tra attuali ed ex funzionari governativi. Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni detenuti da queste persone negli Stati Uniti e il divieto per loro di entrare negli Usa. Nel decreto, inoltre, il presidente dichiara lo stato di emergenza nei confronti del Venezuela.

Il governo venezuelano ha richiamato per consultazioni l’incaricato d’affari responsabile della sua ambasciata a Washington, Maximilien Arvelaiz, e ha annunciato una imminente risposta alle nuove sanzioni decise dal presidente Barack Obama contro sette ufficiali dell’esercito e dei corpi di sicurezza di Caracas, accusandoli di violazioni dei diritti umani. La ministro degli Esteri, Delcy Rodriguez, ha annunciato il richiamo di Arvelaiz attraverso Twitter, poche ore dopo aver diffuso un breve comunicato nel quale affermava che “a breve scadenza renderemo nota la risposta del Venezuela in quanto alle dichiarazioni” di Washington. La decisione di Obama è arrivata dopo che la settimana scorsa Nicolás Maduro – che accusa gli Usa di appoggiare presunte trame golpiste dell’opposizione – ha annunciato una serie di “misure antimperialiste”, imponendo il visto per i cittadini americani che visitano il Venezuela, limitando il numero di funzionari diplomatici nel Paese e proibendo loro di mantenere riunioni con dirigenti politici locale senza l’autorizzazione del governo.

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