Tirreno-Adriatico: la zampata di Malori, ma Nibali c’è

MEN'S ELITE SINGLE TIME TRIAL

ROMA. – Nel segno della continuità, la Tirreno-Adriatico 2015 si è aperta con un risultato fotocopia rispetto all’epilogo della scorsa edizione. Adriano Malori, italiano della Movistar, ha vinto la prima tappa, una cronometro individuale di 5,4 chilometri a Lido di Camaiore (Lucca), precedendo lo specialista svizzero Fabian Cancellara, così come era avvenuto il 18 marzo 2014 a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) nell’ultima frazione che incoronò vincitore assoluto Alberto Contador. Buon esordio per l’attesissimo Vincenzo Nibali, giunto a 11” dal vincitore e che ha fatto decisamente meglio di altri due favoriti come Contador e Nairo Quintana. Il 27enne Malori, prima maglia azzurra della 50/a edizione grazie ad un vantaggio di un solo secondo su Cancellara, ha interpretato al meglio il breve tracciato che – dopo l’annullamento della prevista crono a squadre di 23 km a causa dei danni causati in Versilia dal maltempo dei giorni scorsi – presentava qualche insidiosa curva ad angolo retto. “Sono strafelice – ha detto il vincitore -, perchè è un successo che non mi aspettavo. E’ fantastico superare uno come Cancellara, praticamente imbattibile in queste prove, ma mi ero preparato bene e le fatiche sono state ripagate. E’ una delle vittorie più importanti della mia carriera – ha concluso – ed essere leader della classifica generale è una bella soddisfazione”. La brevità della prova ha ridotto al minimo i distacchi, con il belga Van Avermaet terzo a 2”, consentendo anche ai big di fare bella figura. Così se il colombiano Rigoberto Uran è arrivato a soli 10”, Nibali, alla ricerca della forma migliore, è riuscito a chiudere in 6’15”, dimostrando di essere sulla strada giusta, mentre Contador e Quintana, capitano della squadra di Malori, giunti entrambi con un ritardo di una ventina di secondi. La tappa di domani porterà il gruppo da Camaiore a Cascina (Pisa) su un tracciato di 153 chilometri che presenta alcune asperità all’inizio ma che nel finale è del tutto favorevole ai velocisti. Per le vere salite bisognerà aspettare fino alla tappa di domenica, che si chiude al Terminillo.