I ministeri tagliano le auto blu, al via i controlli del ministro Madia

auto-blu

ROMA. – Il dossier sui tagli alle auto blu firmato dal ministro della P.A, Marianna Madia, dovrebbe arrivare domani in Consiglio dei ministri, un passaggio deciso proprio per accelerare la sforbiciata, che fissa a cinque il numero massimo di vetture a disposizione di ciascuna amministrazione centrale. In realtà c’è ancora tempo per portare a compimento la ‘mission’, l’ultima scadenza è fissata a fine anno, ma Madia vuole vederci chiaro e ha inviato una sorta di ultimatum a tutti gli interessati, affinché mettessero nero su bianco i piani per rientrare nei nuovi limiti. Ora, quindi, si saprà il come si intende procedere e in prima linea ci saranno i ministeri, i loro programmi di ‘abbattimento’ del parco auto, tra aste online e vendite ‘vecchia maniera’, ma se ne potranno anche liberare cedendole gratis a delle Onlus. Madia assicura che “tutti i ministeri” si sono mossi, quindi dovrebbero essere arrivati i piani che scandiscono i tagli, nel rispetto delle tappe stabilite per decreto. La prima in realtà è già venuta a maturazione, ma riguardava le amministrazioni più piccole che, garantisce Madia, avrebbero fatto il loro dovere. Certo, riconosce, non mancano delle “criticità”, ma comunque Madia si dice “più o meno soddisfatta”, constatando come ci sia “stata collaborazione”. L’altro round di tagli scatta a giugno (per le P.A. con parcheggi da oltre 50 macchine), l’ultima tornata coincide invece con la fine dell’anno e riguarda le amministrazioni con più vetture (oltre 100). Per adesso verranno rese note le risposte dei ministeri, mentre per le altre amministrazioni centrali, dalle Agenzie fiscali alle Autorità indipendenti, occorrerà aspettare. Un punto fermo c’è e sono i risultati ottenuti con le aste sul eBay , finora delle 118 vetture già messe in palio ne sono state aggiudicate 82 (per un incasso totale di 702 mila euro). Ma giusto qualche giorno fa è partita una nuova asta (33 macchine della Difesa). L’obiettivo che si persegue attraverso le riduzione delle auto blu è il contenimento della spesa. E tante sono le strade per fare risparmi, anche la nuova figura del ‘capo hi-tech’ non è avulsa da una logica di spending review. E’ infatti passato in Commissione al Senato, dove la riforma della P.a. è al voto, l’emendamento (prima firmataria la senatrice Lanzillotta) che prevede la “possibilità di collocazione alle dirette dipendenze dell’organo politico di vertice di un responsabile, dotato di adeguate competenze tecnologiche e manageriali, per la transizione alla modalità operativa digitale e dei conseguenti processi di riorganizzazione, finalizzati a maggiore efficienza ed economicità”. Insomma non sarebbe solo una questione tecnologica, ma in ballo c’è la gestione il riassetto degli uffici nel loro complesso (incluso il personale). Non a caso Lanzillotta parla di “agente del cambiamento”. La Commissione Affari Costituzionali ha dato il suo via libera anche alla regola del silenzio-assenso tra le amministrazioni pubbliche (il concetto potrebbe stendersi oltre quelle statali), per cui dopo 30 giorni il parere si intende acquisito. In caso di contese a decidere è il premier, ma prima (e qui c’è una modifica rispetto al testo originale) si dovrà esprimere il Cdm. Passa anche l’articolo che limita l’autotutela amministrativa, il potere che ha lo Stato di agire in difesa, annullando un provvedimento (il tempo massimo per intervenire è ridotto a un anno e mezzo). La novità impatta, per fare degli esempi, su autorizzazioni per avviare un’attività imprenditoriale. I punti più caldi della delega saranno però affrontati la prossima settimana. A proposito, il polo unico della medicina fiscale prevede il passaggio delle competenze dalle Asl all’Inps e quindi e implica un trasferimento delle risorse (a seguito di un confronto tra Stato e regioni). Cambiamenti che preoccupano i medici fiscali liberi professionisti delle liste Inps (chiedono la priorità).
(di Marianna Berti/ANSA)

Condividi: