On. Martelli: “Esplorato spazi per progetti comuni con i paesi dell’America Latina”

elenco_221518NEW YORK – La donna in primo piano; la donna che deve sconfiggere la segregazione attraverso l’acquisizione di responsabilità sociale ed economica e la creazione di nuovi modelli di sviluppo. Una settimana, quella svoltasi all’Onu, che ha da un lato ricordato l’8 marzo “Giorno della Donna” e dall’altro celebrato i 20 anni dalla Dichiarazione di Pechino un passo importante poiché mai prima di allora i diritti delle donne erano stati considerati diritti umani, e perchè da allora la donna non è stata più considerata uno strumento volto alla riproduzione della specie ma ad essa è stato riconosciuto il controllo del proprio corpo e della propria vita in casa e fuori.

– Il vertice dell’Onu di Pechino, vent’anni fa – spiega l’on. Giovanna Martelli, consigliere del Presidente del Consiglio Matteo Renzi per le questioni di genere – rappresenta uno spartiacque. È stato segnato un cammino assai importante che però non si è ancora compiuto. C’è tanto da fare, anche in Italia.

Un’agenda fitta di impegni. Quasi una ventina di incontri bilaterali con le delegazioni di altri Paesi con cui sono stati discussi eventuali progetti comuni, inaugurazione di mostre ed altri eventi di diversa indole. La missione italiana all’Onu guidata dal Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vendola, con l’on. Giovanna Martelli e una delegazione di parlamentari, assistiti dall’Ambasciatore all’Onu Sebastiano Cardi e da tutto lo staff della rappresentanza diplomatica, non ha avuto un attimo di respiro. E lo dimostra il lavoro svolto e i numerosi incontri anche con delegazioni del continente latinoamericano.

– Abbiamo incontrato delegazioni dell’America Latina – illustra l’on. Martelli nel rispondere ad una domanda della “Voce” durante l’incontro con la stampa presso la sede della rappresentanza italiana all’Onu –. Abbiamo avuto incontri con i delegati del Perù, del Brasile, del Paraguay e della Colombia. Con loro abbiamo condiviso ed esplorato passaggi, spazi di costruzione di progetti comuni.

L’on. Martelli, nell’illustrare il lavoro svolto in questi giorni al Palazzo di Vetro, spiega che ogni approccio ha tenuto conto delle particolari realtà politiche, economiche e sociali dei Paesi.

– Ad esempio – commenta -, la Colombia soffre le conseguenze della violenza alle donne all’interno del conflitto armato. Quindi in questo caso è possibile, costruire relazioni legate all’emancipazione delle donne. Nel caso del Paraguay, si può aprire uno spazio di collaborazione nell’ambito della prevenzione. Per quel che riguarda il Perù è sorta l’idea di una collaborazione internazionale per aiutare le donne nell’agricoltura.

Commenta che alcuni politici ed ex diplomatici hanno già detto che guardano all’Italia come ad un modello di diffusione informativa. E su questo argomento, l’on. Martelli sottolinea come altri Paesi, tra cui anche la Germania, hanno fatto loro, riportandola alla propria lingua, la campagna informativa e formativa dell’Italia sul tema della violenza sulle donne.

Non è mancata, com’era naturale, un’importante azione diplomatica a sostegno della candidatura italiana al Consiglio di Sicurezza; una candidatura che già è vista con simpatia da numerosi paesi, tenuto conto della tradizione di pace dell’Italia e delle tante iniziative intraprese in questo ambito dal nostro Paese.

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