Eni apripista in Egitto, accordo da 5 miliardi di dollari

Egypt Economic Development Conference - preparations

SHARM EL-SHEIKH. – Un accordo da 5 miliardi di dollari per lo sviluppo di 200 milioni di barili di olio e circa 37 miliardi di metri cubi di gas. E’ l’imponente investimento alla base dell’intesa siglata dall’Eni con il ministro del Petrolio egiziano, definita ieri dal premier Matteo Renzi “la più significativa” tra quelle chiuse al vertice economico di Sharm El Sheikh. Un forum, tutto dedicato all’economia, che ha riunito 1800 delegazioni di oltre 70 paesi tra le quali, come ha spiegato il viceministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, “tutte le più grandi aziende italiane che stanno lavorando ad accordi per un valore di circa 2 miliardi e mezzo di euro”, escluso quello dell’Eni. “A Sharm chiusi accordi Eni e Ansaldo Energia, imposta nuovi accordi su ferroviario e shipping: l’italia cresce in Egitto con Matteo Renzi”, ha scritto Calenda in un Tweet rilanciato dal premier italiano. “E’ stato fondamentale – ha spiegato Calenda – il processo di lavoro che abbiamo seguito: abbiamo montato un pacchetto, da Sace e Cassa depositi e prestiti per lavorare non solo sulle garanzie ma anche sul finanziamento perché oggi le commesse in Egitto si prendono se sono assistite da finanziamento e da garanzie”. Di qui il “team di lavoro” che, il viceministro ne è convinto, “sta funzionando e può diventare un modello per altri mercati”. Di certo ha funzionato l’intesa Egitto-Eni. “Si tratta di un importante risultato – ha detto l’ad Claudio De Scalzi – che punta a dare valore alle riserve di gas”, con investimenti che, secondo la società italiana, contribuiranno alle crescenti necessità della domanda locale di energia. “L’accordo quadro – spiega l’Eni – pone le basi per discutere alcuni parametri contrattuali, inclusi l’applicazione di un nuovo prezzo gas ove necessario, e estensioni temporali di alcune concessioni per garantire adeguati livelli di redditività ad alcune iniziative di Eni nel Paese distribuite nelle aree del Golfo di Suez, nel deserto occidentale e nell’offshore del Mediterraneo”. Un accordo, quello dell’Eni, che arriva all’indomani della decisione della società di tagliare i dividendi. “L’obiettivo – ha spiegato De Scalzi da Sharm El-Sheikh – è quello di creare un’Eni sempre più robusta”. E la decisione, De Scalzi ne è convinto, è stata capita: “ieri la Borsa è scesa, ma è scesa tutta quindi non abbiamo perso molto e i primi commenti che sto vedendo sono positivi. Il nostro non è un passo prudente ma un passo appropriato per essere più resistenti in futuro”.

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