Renzi, fuori dalla crisi. Squinzi, è presto per dire ripresa

Pubblicato il 17 marzo 2015 da redazione

Renzi e Squinzi

ROMA. – “Abbiamo attraversato una fase emergenziale di crisi economica. Ne siamo fuori? Credo di sì, perché segnali univoci vanno in quella direzione, anche se più timidi di quello che vorremmo”, dice il premier Matteo Renzi. Cauti gli industriali: “Anche il centro studi di Confindustria rileva qua e là dei segnali positivi ma da qui a dire che c’è la ripresa ce ne vuole”, avverte Giorgio Squinzi. Il presidente del Consiglio ed il presidente di Confindustria parlano negli stessi minuti, a Roma in luoghi diversi, in un involontario botta e risposta: probabilmente l’uno non sa delle parole dell’altro, ma sembrano rincorrersi e puntualizzare a vicenda. Gli industriali riconoscono al Governo Renzi che “sicuramente ha fatto alcune cose a favore delle imprese”, che tiene conto “della visione” degli imprenditori”, che “sugli annunci e sulle intenzioni si può sicuramente essere d’accordo”; Squinzi parla del Jobs act, “sicuramente un provvedimento favorevole”, ma avverte: non basta, “per assumere ci vuole l’economia che marcia, e questo non lo vediamo ancora”. E incalza l’esecutivo: ora “deve finalizzare la sua visione”, “è fondamentale che porti avanti tutte le riforme” Intanto Matteo Renzi commenta da Facebook le prime indicazioni sugli effetti della riforma del mercato del Lavoro, e lo fa sottolineando proprio che sul fronte delle cose da cambiare il Governo non si fermerà qui: “Prendiamo le notizie come un incoraggiamento ad andare avanti sulla strada delle riforme” dice il premier dei “primi incoraggianti dati” che arrivano da Inps e consulenti del lavoro; “se i numeri verranno confermati, per la prima volta da vent’anni avremo invertito una tendenza che sembrava irreversibile, quella che vedeva il mondo del lavoro diviso in due, con i garantiti da un lato e tutti gli altri fuori”. Gli industriali non allentano il pressing: se è vero che “qualcosa è stato fatto”, e con misure che vanno chiaramente nella direzione auspicata dalle imprese, è vero anche che “tanto è stato detto e annunciato”: ora, avverte Squinzi, è “fondamentale che” il Governo “porti avanti tutte le riforme, quelle politiche e istituzionali, quelle che vanno a toccare la pubblica amministrazione ed il fisco”. Bisogna “sgomberare tutto quello che impedisce all’Italia di essere un Paese competitivo”, il Governo ora deve “sentire fortemente questa missione”: è “fondamentale fare le riforme, se il governo le farà allora sì che partiranno le assunzioni”. Mentre da Pavia il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, dice: “Adesso ci sono tutti i presupposti per ripartire. Ma la ripartenza e’ timorosa, va incoraggiata”; messaggio rivolto anche agli imprenditori: “Molte imprese sono pronte a investire ma ancora esitano a farlo. Se le loro decisioni saranno rapidamente positive ne discenderà un aumento dell’occupazione e la ritrovata fiducia si trasmetterà anche alle famiglie consumatrici”.
(di Paolo Rubino/ANSA)

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