L’aviazione del regime siriano ha sganciato “bombe al cloro” su zone civili

Pubblicato il 17 marzo 2015 da redazione

Gas clorino in Iraq

BEIRUT. – L’aviazione del regime siriano ha sganciato “bombe al cloro” su zone civili, uccidendo almeno sei persone, di cui un’intera famiglia, nel nord-ovest del Paese. La denuncia non è verificabile in maniera indipendente, ma diverse fonti sul terreno, oltre all’Osservatorio per i diritti umani (Ondus) in Siria, confermano l’accaduto. Questo mentre in Iraq le forze governative e le milizie sciite filo-iraniane hanno interrotto l’offensiva su Tikrit, cittadina a nord di Baghdad e in mano ai jihadisti dello Stato islamico. Da Baghdad, il governo non ha fornito spiegazioni del temporaneo arresto delle operazioni militari su Tikrit, ma ha affermato che nelle settimane scorse le forze lealiste si sono impossessate di “zone chiave” della città e che “solo una piccola parte nel centro” rimane sotto il controllo dell’Isis. Nei giorni scorsi l’offensiva era stata rallentata, in particolare dalle cariche esplosive lasciate dai jihadisti lungo le strade e dagli attentati con le autobomba. Altre offensive per riprendere Tikrit, città natale di Saddam Hussein, 130 chilometri a nord di Baghdad, erano già fallite a partire dal giugno dell’anno scorso, quando era stata catturata dall’Isis. Cruciale nell’avanzata su Tikrit è il ruolo delle milizie di volontari sciiti, finanziati e addestrati dall’Iran. La stampa americana ha oggi confermato quanto diversi analisti affermano da tempo circa l’invio di razzi e missili iraniani alle truppe lealiste irachene. Da Teheran, per ora, non hanno né smentito né confermato ufficialmente, ma il capo di stato maggiore delle Forze armante, Hassan Firouzbadi, ha ribadito che la Repubblica islamica sostiene l’Iraq con l’invio di consiglieri militari. Se le vite di altri musulmani sono in pericolo e non possono difendersi da soli – ha detto l’alto ufficiale – l’Iran è pronto ad aiutarli “in Iraq, Libano, Palestina, Yemen, Egitto e Siria”. In Siria, dove la Repubblica islamica sostiene con uomini e mezzi le forze governative e le milizie alleate, tra cui quelle libanesi Hezbollah, un numero imprecisato di insorti sono stati uccisi nella regione nord-occidentale di Idlib e un’intera famiglia di cinque persone, assieme a una donna, è stata uccisa negli intensi bombardamenti aerei in corso nelle ultime 48 ore. “Si tratta degli attacchi più violenti dell’ultimo anno”, hanno riferito all’ANSA fonti locali a Idlib contattate via Skype e che hanno richiesto di mantenere l’anonimato. Secondo l’Ondus, i sei civili sono morti nell’attacco “con bombe al cloro” compiuto nella notte a Qumaynas, villaggio a est di Idlib, nel distretto di Sarmin. Secondo altre fonti della regione di Idlib, proprio nell’area di Sarmin da giorni si sono radunati centinaia di miliziani anti-regime pronti, secondo diverse fonti locali, a sferrare un attacco congiunto e da più fronti contro le postazioni lealiste a Idlib. Il capoluogo è dal 2012 una delle ultime roccaforti del regime in una regione ampiamente controllata da milizie delle opposizioni. (di Lorenzo Trombetta/ANSA)

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