Renzi ad aprile da Obama. Usa, “Italia valido alleato”

US President Obama meets Italian Premier Renzi

ROMA. – Matteo Renzi debutta da premier alla Casa Bianca: il 17 aprile volerà a Washington per incontrare il presidente americano Barack Obama che lo ha invitato. Per un colloquio a tutto campo. Dalla Libia – dove l’Italia intende giocare un ruolo di leadership – all’Ucraina, passando per la lotta all’Isis ed al terrorismo, fino alla delicata situazione economica nel Vecchio continente cui, da tempo, l’America che si è rimessa in moto guarda con preoccupazione. Contando su chi, come il premier italiano, punta alla crescita e al lavoro, superando le vecchie politiche di sola austerity. Tutte sfide globali su cui gli Stati Uniti di Obama guardano all’Italia come un “valido alleato della Nato e un valido partner”, ha ricordato la Casa Bianca annunciando l’incontro. Il faccia a faccia “si inserisce – gli fa eco Palazzo Chigi – nel solco dello storico rapporto di amicizia Italia-Usa, partner e alleati, e dei regolari contatti tra i due leader sui temi di comune interesse, sia bilaterali che transatlantici”. A questo incontro, che era atteso da tempo, Roma sta lavorando da mesi: fino ad oggi la data della missione di Renzi Oltreoceano non era stata fissata, malgrado l’invito fosse arrivato dallo stesso Obama quasi un anno fa. “Spero di poter accogliere molte volte Renzi alla Casa Bianca come primo ministro”, aveva detto il presidente Usa nel marzo dello scorso anno a Villa Madama, quando venne in visita nella capitale. Obama aveva ricordato di “aver accolto Renzi alla Casa Bianca quando era sindaco di Firenze in una riunione con un gruppo di sindaci”. Fu quella la prima volta – era il gennaio del 2010 – che Renzi strinse la mano a Obama. A quel presidente americano cui il premier, da sempre, guarda come ad un esempio: “Per me e la mia squadra è fonte di ispirazione”, aveva detto, sottolineando che quello slogan ‘Yes we can’ “oggi vale anche per noi in Italia”. Di certo il colloquio alla Casa Bianca del 17 aprile sarà occasione per ribadirlo. E per ‘spiegare’ a Obama quello che l’Italia ha fatto finora e sta facendo. A cominciare dalle riforme, suo cavallo di battaglia, che il premier illustrerà al presidente Usa e su cui punta per spingere l’Ue verso una sempre maggiore strategia pro-crescita e occupazione. Un tema ‘caro’ agli americani che temono da sempre i rischi che i venti di debolezza dell’Europa attraversino l’oceano. Ne hanno già parlato al G20 di Brisbane, dove la crescita è diventata un must non solo europeo ma dell’intero pianeta, ricorda Palazzo Chigi, rammentando quei colloqui australiani tra Renzi e Obama sull’economia globale “nella prospettiva della condivisa priorità attribuita alla crescita e alla creazione di posti di lavoro”. Ma sul tavolo ci saranno anche e soprattutto le crisi globali. A cominciare dalla Libia, su cui l’Italia intende giocare un ruolo di player principale. Convinta della necessità di raggiungere una riconciliazione nazionale prima di qualsiasi intervento di sostegno sul terreno, Roma sta tessendo una ‘tela’ anche con l’Egitto di al Sisi e la Russia di Putin. Renzi è volato a Mosca solo qualche settimana fa. E probabilmente il colloquio avuto con lo ‘zar’ sarà tra i temi che affronterà nella Studio Ovale in un momento in cui i rapporti Usa-Mosca sono ai minimi storici. Anche in chiave Ucraina. Renzi – è atteso – ribadirà all’alleato d’Oltreoceano la posizione europea e gli sforzi per il rispetto degli accordi di Minsk. Ma anche i motivi per cui da sempre ritiene necessario mantenere al tavolo la Russia, attore protagonista in molte crisi regionali. Come nel caso della lotta al terrorismo e all’Isis, per la quale occorre un fronte compatto delle grandi potenze. L’incontro sarà poi l’occasione anche per affrontare l’accordo di libero scambio Usa-Ue (Ttpi, Transatlantic Trade and Investment Partnership), i cambiamenti climatici e la sicurezza energetica. E la questione mediorientale, anche alla luce di quanto emergerà stanotte dalle urne in Israele. E chissà se Obama ‘controllerà’ anche questa volta i capelli di Renzi. Un anno fa, incontrandolo, aveva scherzato sul fatto che non ne avesse ancora di bianchi mentre lui, dall’arrivo alla Casa Bianca, si era ingrigito. Solo un mese dopo, rivendendolo al G7 di Bruxelles, gli aveva fatto notare: “Vedo che iniziano a spuntare anche a te…”.
(di Marina Perna/ANSA)

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