Nuova corsa aI bancomat in Grecia, ritirati 300-400 milioni

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ROMA. – E’ di nuovo corsa ai bancomat in Grecia. Il timore è che ci possa essere un blocco sui prelievi o che venga fissato un tetto, dopo che qualche giorno fa il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha evocato per Atene l’ipotesi dei controlli ai movimenti di capitali per evitare l’uscita della Grecia dall’euro nel caso di un fallimento delle trattative tra il governo Tsipras e l’Ue. Nella sola giornata di mercoledì si è verificato un flusso in uscita dai depositi bancari greci compreso tra i 300-400 milioni di euro. Si tratta della somma più alta dal mese scorso, quando lo scontro tra Atene e creditori internazionali innescò i primi timori su un possibile blocco, e di questo passo – affermano alcune fonti – la liquidità a disposizione potrebbe esaurirsi nel giro di pochi giorni. Ed oggi il vice premier ellenico, Giannis Dragasakis, ha avvertito che “il Paese deve affrontare problemi di liquidità e ha bisogno della collaborazione dei partner europei per rispettare i suoi obblighi”, sottolineando poi che la Grecia “non riceve una tranche di aiuti da agosto dell’anno scorso”. Ancora una volta però la Banca Centrale Europea ha soccorso Atene dando il via libera a un aumento di circa 400 milioni della liquidità d’emergenza (Ela), erogata dalla banca centrale greca alle banche elleniche, portando il totale a circa 70 miliardi. Nel Paese ellenico si riaccendono anche i toni sulle riparazioni di guerra che Atene chiede a Berlino. “Il governo tedesco può fare orecchie da mercante sulle richieste della Grecia per miliardi di riparazioni di guerra in seguito alla brutale occupazione nazista, ma per alcuni esperti di legge Atene ha margini di manovra per avviare una causa”, scrive il quotidiano greco online Ekatimerini, sottolineando che il tema delle riparazioni “emergerà per forza” nel primo bilaterale tra il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel, che si svolgerà nella capitale tedesca lunedì prossimo “in un clima avvelenato da accuse di promesse non mantenute e polemiche personali tra i loro rispettivi ministri”. Il quotidiano spiega che centinaia di villaggi greci furono rasi al suolo ed oltre 20.000 civili uccisi tra il 1941 e il 1944 dalla truppe tedesche, “determinate a stroncare la resistenza greca”, sottolinea che in Grecia “c’è un profondo risentimento” e “le richieste di riparazioni variano tra 3,5 e 162 miliardi di euro”. Secondo Ekatimerini nell’incontro di lunedì Merkel dovrà fare “almeno un gesto simbolico” verso Atene, anche se per Berlino la vicenda è stata chiusa dopo l’accordo del 1960, quando la Germania compensò la Grecia con 115 milioni di marchi. (di Alfonso Abagnale/ANSA)

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