Delusione Inter: Thohir fissa l’obiettivo dell’Europa

Delusione Inter

MILANO.- Delusa la squadra, deluso l’allenatore e soprattutto delusi i tifosi. Avevano annunciato l’impresa e invece i nerazzurri hanno rimediato un’altra sconfitta ed è stato addio all’Europa League. Ora anche Mancini ha capito che la Champions è un obiettivo a cui non si può e non si deve più pensare, almeno per quest’anno. Adesso si può solo scalare la classifica e sperare di finire il campionato nelle prime sei posizioni, un traguardo che, oltretutto, non è scontato. Sono finite così le ambizioni dell’Inter e di Mancini. Lo sguardo del tecnico durante il ritorno con il Wolfsburg è stato l’immagine di un allenatore che realizza i limiti tecnici della sua formazione, ma che subisce il contraccolpo nel vedere una squadra senza cuore e motivazione. I fischi dei tifosi, infatti, non sono stati solo una conseguenza all’eliminazione, ma la sdegnata reazione di una piazza che non ha visto carattere. Anche il presidente Thohir dall’Indonesia deve essere rimasto deluso dalla prova e oggi ha fatto giungere un messaggio chiaro alla squadra tramite i dirigenti: serve un gruppo compatto che conquisti più punti possibile fino a fine stagione e centri un posto in Europa League. Il patron non pretende di più, ma se non dovesse essere centrato sarà fallimento totale. Mancini, dopo aver messo in discussione anche le proprie capacità d’insegnante, oggi ha parlato a lungo con i giocatori, perché i fischi sono stati giusti e da qui in avanti bisognerà meritarsi la conferma: si è tutti sono sotto esame. Ma per poter rialzare la testa, bisogna risolvere alcuni problemi evidenti che l’Inter si trascina da troppo tempo. La difesa non dà certezze e condanna spesso la squadra con clamorosi errori (e forse a gennaio era necessario assicurarsi dal mercato un altro centrale). Il centrocampo non trova continuità, e Kovacic è quasi un caso perché sta vivendo un periodo di importante involuzione. Mancini non lo vede pronto per una maglia da titolare e quando è costretto a schierarlo gli cambia spesso posizione, senza però trovare la giusta collocazione. Forse il tecnico di Jesi si aspettava di ottenere prima i risultati, ora però il suo ottimismo deve lasciare spazio alla concretezza.

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