Nero impiccato a un albero in Mississipi, torna lo spettro del KKK

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NEW YORK. – Un afroamericano di 54 anni, Otis Byrd, scomparso il 2 marzo in una cittadina del Mississippi, e’ stato ritrovato impiccato ad un albero. Il corpo e’ in avanzato stato di decomposizione e al momento non e’ nemmeno chiaro se si tratti di suicidio o omicidio, ma le circostanze del ritrovamento sono altamente inquietanti, al punto che sulla vicenda stanno indagando oltre alle autorita’ locali anche l’Fbi e la Divisione del Dipartimento della Giustizia per i Diritti Civili, che si occupa di crimini motivati da odio razziale. Ad aumentare i sospetti che possa essersi trattato di una sorta di ‘esecuzione’ c’e’ il fatto che Byrd aveva dei precedenti penali per l’omicidio di una donna bianca, nel 1980, e dopo essere stato condannato era uscito di prigione nel 2006, in liberta’ condizionata. L’autopsia dovra’ dare molte risposte, ma intanto si sa che Byrd è stato impiccato ad un albero di un bosco di Port Gibson, a circa mezzo chilometro dalla sua abitazione. Era ad una notevole altezza da terra e attorno non sono state trovate sedie o scale. Non aveva le mani legate e sulla testa aveva una specie di copricapo o cappuccio. Le autorita’ ancora non si sbottonano. “E’ troppo presto per dire cosa e’ successo, e per avanzare ipotesi – ha detto l’agente speciale dell’Fbi Jason Pack – Non sappiamo cosa e’ successo laggiu’, se e’ omicidio, suicidio”. Tuttavia, affermano diverse fonti di stampa, sulla vicenda aleggia inevitabilmente il sospetto che si tratti di un omicidio a sfondo razziale, anche perche’ all’epoca della lotta per i diritti civili il Mississippi e’ stato tristemente famoso come teatro di orrendi ed efferati crimini del genere, di linciaggi, di varie brutalita’, di croci del Ku Klux Klan in fiamme. E per questo, anche la Naacp (Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore) vuole fare chiarezza, e ha chiesto al dipartimento di Giustizia di essere coinvolta nelle indagini. “Considerato che il corpo del signor Byrd e’ stato ritrovato appeso ad un albero, chiediamo alle autorita’ federali di investigare immediatamente per stabilire se la sua morte non sia il risultato di un crimine per odio razziale”, ha scritto Derrick Johnson, presidente della Naacp in Mississippi. Secondo l’organizzazione Equal Justice Initiative, il Mississippi e’ secondo solo alla Georgia per numero di linciaggi commessi tra il 1950 e il 1977, ben 576. Nel 2014, secondo il Southern Poverty Law Center, un’organizzazione legale senza fini di lucro, nello stato c’erano 22 gruppi razzisti, tra cui diversi di stampo neonazista o ispirati al KKK. Ma allo stesso tempo, scrive l’Huffington Post, attualmente il Mississippi ha il piu’ basso numero di crimini d’odio razziale pro capite di tutti gli stati Usa.
(di Gina Di Meo/ANSA)

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