Con un capolavoro di Tevez la Juve spegne le ambizioni del Genoa

Soccer: Serie A; Juventus-Genoa

TORINO. – L’ennesimo scudetto della Juventus si avvicina sempre di più: neppure il Genoa, l’unico finora a battere i bianconeri in campionato, è riuscito a strappare punti allo ‘Stadium’. Ha dato filo da torcere, costretto la Juventus ad arretrare e difendere, ma non è riuscito ad affondare i colpi. E sui bianconeri non si sono trovare molte tracce delle fatiche di Champions. Il sogno dell’ex Gasperini si è infranto sull’ennesima prodezza di Tevez, gol numero 16 della stagione in serie A, 24/o in totale, il terzo in quattro giorni dopo la doppietta messa a segno a Dortmund. Con un ‘Carlitos’ così, Allegri può davvero pensare in grande, anche se poi l’argentino ha fallito il calcio di rigore che si era procurato Pereyra, caduto in un contatto dubbio con Roncaglia, su un’azione aperta dallo stesso Apache con un passaggio illuminante. A fermare Tevez dagli 11 metri è stato Lamanna, appena entrato al posto di Perin, uscito per un infortunio alla spalla destra che lo costringerà a saltare la Nazionale. Non è la prima volta che Lamanna para un rigore e sempre a freddo: anzi, c’era già riuscito proprio quest’anno con la Roma, annullando il tiro di Ljajic a Marassi. Anche in quel precedente aveva appena sostituito Perin, espulso per fallo su Nainggolan. Il 25 enne portiere comasco, quindi, con tre presenze in serie A può vantarsi di avere parato un rigore alle due prime della classe. Ma il colpo del gol di Tevez, al 25′ del primo tempo, è stato un altro capolavoro: l’argentino ha preso palla sul vertice dell’area, è scattato verso la porta, dopo finte e dribbling secco, ha scagliato un missile sotto la traversa e poi in rete. Un concentrato di rapidità, tecnica e potenza. Un gol da fuoriclasse che gli è valso una standing ovation del pubblico dello ‘Stadium’, scattato in piedi. Applausi per l’Apache, però, anche quando, correndo 90 metri verso la sua difesa è andato a bloccare un’incursione genoana. All’attivo della Juventus anche una traversa, colpita da Chiellini nel recupero del primo tempo dopo un tiro di Llorente respinto da Perin. La nota più lieta per Allegri, tuttavia, è la piena conferma di Barzagli, autore di una prova superlativa, con la ciliegina sulla torta dell’anticipo su Perotti a pochi centimetri dalla linea di porta che ha salvato la vittoria bianconera. Il Genoa si è sbattuto per 90′, ha pressato molto, ma ha prodotto più fumo che arrosto: il tridente offensivo Lestienne-Perotti-Niang ha combinato poco. Per l’ex milanista l’unica giocata degna di nota è stato il destro dal limite, finito fuori di poco, su un errore di Bonucci all’inizio della partita. Il Genoa avrebbe voluto un calcio di rigore, per un’azione molto simile a quella che poi avrebbe visto protagonisti Roncaglia e Pereyra: il risultato era ancora 0-0 e Perotti è caduto in un contrasto con Marchisio: per l’arbitro Di Bella il rossoblù ha simulato e l’ha ammonito. (di Renato Botto/ANSA)

 

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