Obama liquida Netanyahu: “La sua retorica porta al caos”

US President Barack Obama hosts Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu at the White House

NEW YORK. – La tensione tra Washington e Israele e’ alle stelle, a livelli senza precedenti. Barack Obama, parlando per la prima volta pubblicamente della vittoria di Benjamin Netanyahu, non usa mezzi termini: la sua retorica contro gli arabi e sulla questione mediorientale puo’ solo portare al caos. E per quel che riguarda le presunte aperture del premier israeliano sulla “soluzione dei due stati”, il presidente Usa le liquida cosi’: “Sto a quello che ha detto. Non mi pare ci sia spazio per seri negoziati di pace”. Per la Casa Bianca, dunque, vale quello che Netanyahu aveva affermato alcuni giorni prima del voto: “con me premier non ci sara’ mai uno stato palestinese”. Ecco allora che il gelo rischia di trasformarsi in un vero e proprio scontro, in un muro contro muro che allontana ogni speranza di riallacciare un dialogo. Uno scontro in cui le relazioni tra Stati Uniti e Israele rischiano di non essere piu’ le stesse. Da Tel Aviv accusano Obama di alzare il tiro per distogliere l’attenzione sulle concessioni che gli Usa si apprestano a regalare all’Iran, nell’ambito dei negoziati sul programma nucleare di Teheran. E a Washington la destra sferza duramente il presidente americano per mettere in crisi quei rapporti speciali che negli ultimi decenni hanno fatto di Israele il principale alleato degli Usa in Medio Oriente. “Il presidente metta da parte i suoi scatti d’ira”, ha tuonato il senatore John McCain, denunciando come Obama anteponga i suoi problemi personali con Bibi all’interesse nazionale. Ma Obama, almeno per il momento, tira dritto. E in un’intervista all’Huffington Post conferma come la Casa Bianca sta studiando “nuove opzioni” che evitino “il caos nella regione mediorientale”. Il pensiero va alla possibile risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che potrebbe sancire la nascita dello stato della Palestina. Risoluzione che ora gli Stati Uniti potrebbero decidere di appoggiare, non ponendo piu’ il veto. “Se cosi’ fosse – ha minacciato ancora McCain – il Congresso dovrebbe rivedere i finanziamenti degli Usa all’Onu”. Al presidente americano non sono andate giu’ anche le parole pronunciate da Netanyahu nel giorno delle elezioni, parlando di elettori arabo-israeliani che “affluiscono come un gregge alle urne”. “E’ un tipo di retorica – accusa Obama – contraria alla migliore tradizione di Israele e che corrode la democrazia”, delegittimando il principio di uguaglianza tra tutti i cittadini. E per quanto riguarda i negoziati con l’Iran, che dovrebbero ripartire a meta’ settimana per il rush finale, il presidente americano nega che possano essere influenzati negativamente dalla vittoria di Netanyahu: “Non avra’ alcun impatto”.