Auto: esenzione dal bollo per 3 anni agli eco-veicoli

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ROMA. – Esonero dal bollo per tre anni per i veicoli ecologici, con una soluzione adeguata che si potrebbe inserire nei provvedimenti della sessione di bilancio 2015-2016; credito d’imposta per gli investimenti in ricerca non più limitato alla quota incrementale ma esteso all’investimento strutturale; riduzione della pressione fiscale specifica su lavoro ed imprese di 36-37 miliardi di euro per renderla entro il 2018-2020 analoga a quella che c’è in Germania. Non sono poche le promesse di sostegno al settore automotive, e non solo, incassate oggi dal presidente dell’Anfia Roberto Vavassori da parte del Vice Ministro dell’ Economia Enrico Morando che, insieme al Vice Ministro per lo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, al Sottosegretario al ministero dell’Ambiente Barbara Degani e al presidente della Commissione Attività produttive della Camera Guglielmo Epifani, ha partecipato al convegno ‘Automotive: progettare il rilancio’, organizzato dall’Associazione nazionale della filiera automobilistica per delineare con i rappresentanti di Governo e Parlamento un progetto di rilancio per un settore strategico del manifatturiero italiano. La filiera produttiva automotive nazionale (con 401.317 autovetture prodotte nel 2014) comprende infatti 3.200 imprese, occupa 275.000 addetti (il 7% del manifatturiero), ha un fatturato di 88 miliardi di euro (il 5,5% del Pil), investe 3 miliardi di euro all’anno in ricerca e sviluppo e contribuisce al gettito fiscale nazionale per il 16%. Molte le proposte Anfia per alleggerire la fiscalità di settore, dall’innalzamento della quota di deducibilità delle auto aziendali per adeguarla alla media europea, all’abolizione dell’Ipt e del superbollo, ma secondo Morando realizzarle tutte, ”anche nella versione moderata, significherebbe arrivare a cifre insostenibili per il bilancio pubblico in questo momento”. E allora ”bisogna scegliere e il buon senso – secondo il Vice Ministro – suggerisce di scegliere l’esenzione del bollo di tre anni per i veicoli ecologici” perchè ”richiederebbe risorse relativamente ridotte, intorno ai 40 milioni di euro” e porterebbe vantaggi a tutto il sistema Paese con un miglioramento dell’aria significativo in termini progressivi”. Le risorse necessarie per i primi anni ”sarebbero a costo zero il primo anno, di 14 milioni di euro nel secondo e di 27 milioni nel terzo. A regime sarebbero 40 milioni. Anche queste sono risorse importanti – ha detto Morando – ma possiamo metterci al lavoro per formalizzare sul terreno tecnico una soluzione adeguata e farla entrare nei provvedimenti della sessione di bilancio 2015-2016”. Epifani ha indicato tra i provvedimenti prioritari per il settore il rafforzamento degli investimenti in ricerca, anche puntando ”sull’auto elettrica dove l’Italia fino a poco tempo fa non ha ritenuto di investire”. Inoltre ha puntato il dito sul paradosso di una mobilità privata regolarmente pressata per ridurre le emissioni inquinanti, mentre l’impatto ambientale del trasporto pubblico peggiora di anno in anno. A questo proposito Epifani ha segnalato la necessità di salvaguardare i fondi stanziati, come ribadito anche dal Vice Ministro De Vincenti e dal Sottosegretario Degani. (di Graziella Marino/ANSA)

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