Il mini euro spinge l’export, sale il surplus commerciale

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ROMA. – Il minieuro mette il turbo alle esportazioni. Grazie al contributo fornito dal progressivo indebolimento della moneta unica, infatti, le vendite italiane nei paesi al di fuori dell’Unione europea sono sensibilmente aumentate a febbraio scorso, sia rispetto a gennaio, sia e soprattutto rispetto a un anno prima. E sull’onda di questo trend anche il surplus commerciale italiano è cresciuto. I dati diffusi oggi dall’Istat mostrano un incremento delle esportazioni del 4,5% rispetto al gennaio scorso e del 7,1% su base annua, mentre le importazioni sono aumentate dell’1,1% rispetto a gennaio ma diminuite del 4,1% su base annua. A livello mensile, l’aumento dell’export è trainato dal boom delle vendite di beni strumentali (+13,7%), ed è dovuta in gran parte alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Di entità inferiore, invece, l’aumento dell’export di beni di consumo durevoli (+5,5%) ed energia (+2,4%). Le esportazioni di beni di non durevoli (-3,6%) e di prodotti intermedi (-1,5%) sono invece in calo. Le importazioni hanno fatto segnare un rialzo mensile (+1,1%) esteso a tutti i raggruppamenti principali di beni, con l’eccezione di energia (-1,6%) e prodotti intermedi (-0,4%). Su base annua, invece, il forte aumento di febbraio ha interessato i beni strumentali (+19,9%) e, in misura più contenuta della media, i beni di consumo durevoli (+6,1%) e i prodotti intermedi (+4,6%). L’energia registra un ribasso a due cifre (-23,9%) e al netto di questa componente, il tasso tendenziale è pari a +9,1%. Mentre al netto dei mezzi di navigazione marittima, l’export è salito del +3,3%. Dal lato delle importazioni, la flessione è imputabile interamente alla componente energetica (-32,7%): al netto dell’energia c’è stato un forte incremento (+10,4%), con una crescita considerevole per i beni strumentali (+18,5%) e i beni di consumo (+10,4%), più limitata per i prodotti intermedi (+6,3%). Dal punto di vista dei ‘numeri’, l’Italia ha registrato un avanzo commerciale con i paesi extra Ue di 2.840 milioni di euro rispetto ai 1.338 milioni di febbraio 2014; il surplus nell’ interscambio di prodotti non energetici è salito a 5 miliardi dai 4,7 miliardi di febbraio 2014. Grazie alla discesa dell’euro sul dollaro, la quota più consistente di export si è diretta verso Stati Uniti (+49,3% che si riduce a +24,8% al netto dei mezzi di navigazione marittima), segue dalla Turchia (+10,7%). In marcata flessione, invece, le vendite verso Russia (-28,5%) e paesi Mercosur (-17,6%). In forte calo, infine, le importazioni da paesi Opec (-24,7%) e Russia (-23,3%).

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