Francia domani al voto, per Sarkozy trionfo annunciato

European Heads of state and government

PARIGI.- Giornata di attesa e di silenzio pre-elettorale in Francia, alla vigilia del secondo turno delle elezioni dipartimentali, che sancirà definitivamente vincitori e vinti di questo scrutinio. Nel centrodestra, l’Ump e il suo leader Nicolas Sarkozy puntano a confermare il successo ottenuto nel primo turno, scippando numerosi dipartimenti alla gauche e segnando così un primo punto nel percorso di avvicinamento alle presidenziali del 2017, grande obiettivo del leader redivivo. Se il distacco inflitto alla sinistra dovesse rivelarsi molto elevato, infatti, la vittoria politica della coalizione tra Ump e centristi sarebbe anche, e forse soprattutto, una vittoria personale di Sarkozy, dato per finito dopo la sconfitta del maggio 2012 e oggi tornato grande protagonista anche sul piano mediatico. “E’ incontestabilmente una vittoria per lui, perché è la prima tappa della ricostruzione”, commentava già nei giorni scorsi l’ex ministro Laurent Wauquiez, segretario generale del partito, secondo cui “una destra all’attacco, che risponde alla collera dei francesi, può vincere”. Un’evidente punzecchiatura al grande rivale interno di Sarkozy, Alain Juppé, che per tutta la campagna elettorale aveva moltiplicato gli appelli alla moderazione. Il principale ostacolo sulla via dell’Ump verso la consacrazione è il Front National di Marine Le Pen, che punta a conquistare per la prima volta la guida di un dipartimento. Il boom pronosticato dai sondaggi non c’è stato, ma il partito di estrema destra ha confermato il suo radicamento a livello locale, soprattutto nel nord e nel sudest, e potrebbe ora raggiungere un nuovo traguardo. Tutt’altra atmosfera si respira invece tra le fila della maggioranza socialista. Data ormai per scontata la sconfitta, Francois Hollande e Manuel Valls puntano a minimizzarne l’ampiezza, e soprattutto a smorzarne l’impatto. Tutto sommato, commenta oggi a Le Monde un “amico del presidente” che fa parte del suo entourage politico, la debacle si preannuncia “quasi a un livello accettabile rispetto al sisma elettorale” delle elezioni municipali dello scorso anno, in cui la gauche aveva perso molte città tra cui diversi bastioni storici. In ogni caso, non ci saranno né grossi rimpasti di governo né cambiamenti di linea politica, il che vuol dire soprattutto nessun passo indietro sulla svolta liberal e centrista. “La richiesta elettorale che ci è stata rivolta non è di andare più a sinistra”, commenta ancora il collaboratore di Hollande, aggiungendo che “non si può cambiare esecutivo a ogni scrutinio, altrimenti bisognerebbe sopprimere le elezioni intermedie”. In questa volontà di conferma, però, il duo Hollande-Valls potrebbe avere un’avversaria di spicco. Martine Aubry sarebbe infatti pronta, rivela Le Figaro, a tornare a “pesare” a livello nazionale dopo due anni e mezzo di ‘ritiro’ nella sua Lille. Per martedì è convocata una riunione dei parlamentari a lei più vicini, in cui si potrebbe decidere di aprire ufficialmente lo scontro con i vertici del Ps, con la presentazione di una mozione alternativa al congresso di giugno.
(di Chiara Rancati/ANSA)

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