Ciclismo: impresa di Paolini, a 38 anni vince la Gand-Wevelgen

Gent Wevelgem cycling race

ROMA. – Un vero trionfo: per l’età (38 anni), la concorrenza agguerrita (quasi 250 corridori al via), la lunghezza della corsa (239 km), oltre alle condizioni meteo tipiche da Belgio: pioggia, vento e freddo. Eppure l’italiano Luca Paolini ce l’ha fatta: ha vinto la Gand-Wevelgem, la prima delle grandi classiche del Nord giunta quest’anno alla sua 77esima edizione. Il portacolori della Katusha ha sbaragliato i suoi compagni di fuga con un attacco a 6 km dall’arrivo, piombando sul traguardo della classica fiamminga con una manciata di secondi su Terpstra (2/o) e Thomas (3/o). In condizioni meteo estreme (con raffiche fino a 50 kmh e acquazzoni che hanno accompagnato i corridori dalla partenza fino al traguardo) e ai limiti del praticabile, con 9 muri da superare, il 38enne milanese (che nel suo palmares vantava una Freccia del Bramante nel 2004 e una ventina di successi minori) ha messo tutti in riga nonostante le difficoltà sulla salita del Kemmelberg e le due cadute. La corsa si anima a un centinaio di km da Wevelgen, con Jurgen Roelandts che cerca lo strappo, inseguito da un gruppetto di 5 corridori (Oss, Vanmarcke, Debusschere, Vandenbergh e Thomas). Paolini dimostra subito di essere in giornata e nemmeno la seconda caduta giornaliera (fortunatamente senza conseguenze) gli impedisce di tornare sul gruppetto degli inseguitori. A 47 chilometri dal traguardo, Roelandts viaggia ancora a ritmi eccezionali, aumentando il vantaggio fino a 2′, mentre il gruppo è a oltre 5 minuti ormai quasi tagliato fuori dalla lotta per la vittoria finale. Quando mancano meno di 20 km al traguardo Roelantds è ormai sotto tiro e pian piano si fa riassorbire. La gara si decide a 6 km dall’arrivo, con Paolini che rompe gli indugi e accelera deciso, guadagnando qualche centinaio di metri che alla fine risulterà decisivo. L’ultimo chilometro sembra non finire mai, la l’alfiere della Katusha è ormai imprendibile e anzi chiude alla grande, rifilando ben 11 secondi a Terpstra e Thomas, secondo e terzo (gli altri ex compagni di fuga accusano alla fine anche fino a 2′ di ritardo). Un trionfo per il ciclismo italiano che era dal 2012 che attendeva una vittoria in una gara di questa importanza. Lo deve aver capito anche Paolini stesso che si è alzato sui pedali a un centinaio di metri dal traguardo toccandosi testa e cuore, come dire “ho vinto con l’istinto ma anche con la razionalità”. Il suo capitano Kristoff regolerà Sagan nella volata del gruppo che taglia il traguardo con quasi 7 minuti di ritardo. “E’ stata una giornata molto difficile, sono caduto due volte e ho anche cambiato bici – le parole del vincitore appena tagliato il traguardo – La fortuna nel finale mi ha assistito. E’ stata una corsa impressionante, a un certo punto non sapevamo nemmeno noi se continuare, ma siamo al Nord e qui è il vero ciclismo. Nel finale non ero il più forte, ma si guardavano e così sono partito e ho preso un bel vantaggio. Credo sia la vittoria più importante della mia carriera, inaspettatamente. Per il Giro delle Fiandre ritornerò al mio ruolo e aiuterò Kristoff, ma se non starà bene allora magari ci riproverò”.

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