Quote razziali, in Sudafrica è di nuovo polemica

sudafrica

CITTA’ DEL CAPO. – Il problema delle quote razziali nello sport torna a provocare polemiche in Sudafrica. L’argomento è sempre lo stesso: in ogni nazionale del ‘paese arcobaleno’, di qualsiasi sport, deve esserci spazio anche per i giocatori di colore e ciò deve accadere anche in quelle discipline considerate fino a qualche anno fa rigorosamente ‘bianche’. Così nel rugby sempre più neri vestono la maglia degli Springboks, e in alcuni casi ci si è chiesti se siano state convocazioni davvero motivate da considerazioni tecniche, ma adesso il tema tocca da vicino anche l’altro sport che in Sudafrica è sempre stato praticato in prevalenza dai bianchi, ovvero il cricket. L’ultima polemica è nata in occasione dei Mondiali conclusisi ieri con la vittoria dell’Australia, che in finale ha battuto la Nuova Zelanda. Ma proprio i ‘black caps’, ovvero i neozelandesi, in semifinale avevano superato il Sudafrica che, secondo quanto ha scritto la stampa locale, avrebbe mandato in campo un giocatore di colore, Vernon Philander, al posto di un bianco più forte, Kyle Abbott, per imposizione del Ministero dello Sport. Oggi, per placare le polemiche è dovuto intervenire il Ministro dello sport sudafricano, Fikile Mbalula, per dire che “so che ci sono state speculazioni sulla stampa, che non voglio neppure ricordare per non dare importanza a certa gente. Si tratta di rigurgiti di apartheid da parte di vecchi ‘dinosauri’ della politica. In ogni caso, non ho imposto di far giocare qualcuno al posto di un altro”. A sostegno delle tesi del Ministro si è schierato il presidente della federazione di cricket del Sudafrica, Haroon Lorgat. “Non ho mai ascoltato una cosa più priva di senso di questa”, ha detto commentando le voci secondo cui la presenza di Philander nella semifinale sarebbe stata imposta dal ministro per via delle quote razziali. Rimane comunque il fatto che sulla federazione di cricket sia forte la pressione affinchè nei vari team venga riservato maggiori spazio ai giocatori di colore. Cosa che, ad esempio, non avviene nel calcio, dove la stragrande maggioranza dei giocatori delle varie squadre sono neri e però non vengono imposte le quote razziali, che in teoria dovrebbero valere per tutti, a favore dei bianchi.

Condividi: