L’India sorpassa l’Italia nella produzione di farmaci, ma primi segni di recupero

Farmaci: Stabilimento produttivo Eli Lilly a Sesto Fiorentino

ROMA. – Il primato di produzione di principi attivi farmaceutici è passato dall’Italia all’India, ma le nuove norme anti contraffazione stanno riportando l’attenzione sulla qualita’ e sul rispetto delle regole, dando i primi segni di una inversione di tendenza con una ricrescita per la produzione italiana. E’ quanto emerge dall’annuale Forum di Aschimfarma, l’associazione di Federchimica delle imprese produttrici di materie prime e intermedi per il settore, secondo la quale l’India e i Paesi emergenti sono favoriti da regole meno rigide con prezzo competitivi che hanno attratto la clientela internazionale. Ma che aprirebbe anche a rischi per i consumatori. Con oltre 3 miliardi di euro l’anno di fatturato, quasi 10 mila addetti e l’85% della produzione destinato all’esportazione (40% negli Usa, 36% in Europa, 18% in Giappone) il settore delle materie prime farmaceutiche in Italia è stato a lungo leader mondiale, ora sbalzato appunto dall’India negli ultimissimi anni. Per quanto riguarda l’Italia negli ultimi cinque anni si è rilevata una flessione della quota a livello mondiale di due punti: dal 14% al 12%, anche se in questi anni di crisi il settore ha ottenuto sempre leggere crescite annue. La maggior flessione della quota in Europa è stata in parte compensata da una crescita in Usa e Giappone. Gian Mario Baccalini, presidente di Aschimfarma assicura che l’eccellenza delle nostre produzioni risiede proprio nell’applicazione puntuale delle ‘norme di buona fabbricazione’, obbligatorie in Italia ma non nei Paesi extra Ue. Da circa un anno però – ha proseguito Baccalini – con il recepimento della Direttiva europea 2011/62/UE sulla contraffazione dei farmaci, qualcosa sta cambiando. L’effetto asiatico sembra attenuarsi e le multinazionali del farmaco tendono ora a consolidare rapporti di business a medio e lungo termine con i produttori europei e soprattutto italiani, che garantiscono assoluta purezza dei principi attivi grazie ad altissimi standard di produzione. “I principi attivi farmaceutici sono uno tra i settori industriali protagonisti del nuovo Made in Italy tecnologico. Sono eccellenze – aggiunge Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria – che vanno sostenute, anzitutto da una semplificazione normativa e, in generale, da una nuova cultura industriale nella burocrazia. In un settore fortemente regolato come quello chimico-farmaceutico, occorre essere consapevoli che ritardi e incertezze incidono sui costi operativi e sulla competitività delle Aziende assai più del costo del lavoro”.

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