L’Iran festeggia la fine dell’isolamento, gente in strada

Iranians celebrate after nuclear talks in the street of Tehran

TEHERAN. – Gente in strada ieri sera a Teheran per festeggiare l’annuncio dell’intesa di Losanna, giunto proprio nel giorno che tutti gli iraniani trascorrono fuori casa. Il 2 aprile è il tredicesimo giorno dal Capodanno iraniano, quando tutti per tradizione escono per far uscire anche il male dalle proprio famiglie. Giornata di escursioni e pic-nic, dunque, con Teheran ancora semi-deserta e le località balneari sul Mar Caspio affollate all’inverosimile. Dopo l’annuncio in televisione, molti sono usciti a festeggiare con una girandola di automobili soprattutto tra il viale Vali Asr e Piazza Tajrish, nella zona nord e più benestante della capitale. Altri invece si sono raccolti vicino al ministero degli Esteri, per festeggiare il ministro Javad Zarif che ha portato in porto l’operazione. Un’operazione che, se andrà a buon fine, segnerà la fine dell’isolamento economico e internazionale dell’Iran. “Se le sanzioni che impediscono le transazioni finanziarie internazionali vengono rimosse – osserva Kamshad Kooshan, regista cinematografico e imprenditore – ci sarebbe una maggiore circolazione monetaria, con il ritorno delle somme bloccate all’estero, e più denaro nelle tasche della gente, che farebbero ripartire i consumi e gli investimenti. Si venderebbero più automobili e più case, ponendo fine ad una recessione che riguarda diversi settori dell’economia”. “Finora infatti – spiega – anche chi poteva disporre di liquidità non spendeva per l’incertezza sul futuro”. Certo, per questo risultato ci vuole tempo, ma in un anno, prevede, si potrebbe passare dall’attuale 4% di crescita dell’economia al 6%. E anche in campo artistico e culturale, dove pesano censure e divieti, la situazione a suo avviso potrebbe migliorare. Con una maggiore apertura verso l’estero “ci sarebbe più movimento di artisti internazionali”, e l’Iran sarebbe portato a mostrare il meglio di sè nel campo. Ma se i contenuti di questa intesa nel dettaglio lasciassero troppe questioni ancora aperte, osserva, i prossimi mesi fino alla firma dell’accordo definitivo sarebbero molto duri per il governo di Hassan Rohani, controllato a vista dai conservatori ostili ad un accordo con l’Occidente. E l’accordo finale sarebbe a rischio. “Tutti vogliono un accordo – conclude – ma non vogliono che l’Iran ne esca perdente. Se così fosse, scatterebbe per tutti l’orgoglio nazionale”. In parte diversa l’opinione di Babak Karimi, attore italo-iraniano che figurava tra gli interpreti del film da Oscar “Una separazione” di Asghar Farhadi. Per gli artisti non cambierà molto, osserva, limitazioni e censure sono “una questione interna”. “Mi attendo effetti solo in campo economico, con uno stop all’inflazione, il ritorno degli investitori stranieri, la ripresa del commercio”. Un recente studio per il Congresso americano rileva che, a causa delle sanzioni, il Pil dell’Iran è inferiore del 20% alle sue potenzialità. Ottimista su tutti i fronti Omid Cominjani, attivo nel commercio dei tappeti. “Le cose miglioreranno sul piano economico ma anche in quello delle libertà – afferma convinto – la modernità è già entrata in Iran e continuerà a farlo. Tutto il mondo entrerà nel paese, e saranno più forti le pressioni per maggiori libertà”. (di Luciana Borsatti/ANSA)