L’Italia fotografata dalla Guardia di Finanza: appalti irregolari e sprechi

Pubblicato il 08 aprile 2015 da redazione

FISCO: AUMENTO DEL 92% CHIAMATE A 117 GDF

ROMA. – Ci sono i soliti ottomila evasori totali, gente che non ha mai pagato un euro di tasse, e gli appalti pubblici irregolari per 1,8 miliardi, più di uno su tre di quelli controllati. Ci sono i 4,1 miliardi di danni alle casse dello Stato causati sia dai dipendenti pubblici disonesti sia dalle truffe – al sistema previdenziale, a quello sanitario, ai fondi comunitari e nazionali – e i 4 miliardi di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. La fotografia dell’Italia che emerge dal ‘Rapporto annuale 2014’ della Guardia di Finanza è quella di un paese stretto nella morsa di corrotti e furbetti, dove imprese e professionisti che rispettano la legge vedono le loro prospettive di crescita seriamente compromesse.

8.000 SCONOSCIUTI AL FISCO: Per la prima volta, nel suo rapporto, la Guardia di Finanza non fornisce il dato complessivo relativo ai redditi sottratti a tassazione: erano 52 miliardi l’anno scorso e 56 l’anno precedente, cifre che basterebbero per 3 manovre finanziarie. Per il terzo anno consecutivo, invece, sono ottomila gli evasori totali, lavoratori autonomi o imprese che non hanno mai versato un euro di tasse per la loro attività. Quando hanno evaso? Anche in questo caso, la Gdf non indica numeri, parlando soltanto di 1,2 miliardi di beni sequestrati per reati tributari e 13mila denunciati. Ma basta andare a vedere quelli degli anni precedenti: 16,1 miliardi sottratti a tassazione nel 2013 da 8.316 evasori totali, ben 22,7 nel 2012 (gli sconosciuti erano 8.615) e 21 miliardi nel 2011, quando furono beccati in 7.500.

4,1 MILIARDI DANNO A CASSE STATO: Sono chiarissimi, invece, i numeri che quantificano il danno per le casse dello Stato: 4,1 miliardi tra frodi e sprechi. Indagando sulle truffe ai finanziamenti pubblici, gli uomini della Gdf hanno infatti scoperto contributi illecitamente percepiti per quasi 1,3 miliardi: 666 milioni provenivano dai fondi dell’Unione europea e 618 da fondi nazionali. Inoltre, sono state accertate frodi per 113 milioni alla spesa previdenziale e per 141 milioni alla spesa sanitaria. Gli sprechi nella pubblica amministrazione sono invece costati 2,6 miliardi. Complessivamente sono state denunciate 18 mila persone di cui 3.745 per reati contro la Pa. Di queste ultime, 229 sono state arrestate. A seguito delle indagini, gli uomini della Guardia di finanza hanno ‘recuperato’ e sequestrato 161 milioni dalle frodi all’Ue, 164 dalle truffe ai fondi statali, 121 dai reati contro la pubblica amministrazione e 13 dalle truffe al sistema previdenziale.

UN APPALTO SU 3 IRREGOLARE: Ma il dato nuovo del Rapporto è rappresentato dall’analisi su 220 appalti pubblici, secondo due direttrici: una, “in chiave preventiva, attraverso lo sviluppo di costanti sinergie con l’Autorità nazionale anticorruzione”, l’altra, “ai fini repressivi, per contrastare la diffusione dell’illegalità nella pubblica amministrazione”. E anche in questo caso, la fotografia che ne esce è la conferma delle decine di inchieste aperte dalle procure di mezza Italia. Dal monitoraggio delle gare pubbliche, per un valore complessivo di 4,6 miliardi, è infatti emerso che più di un terzo del valore, vale a dire un miliardo e 793 milioni sono stati assegnati irregolarmente. Il lavoro della Gdf ha consentito di denunciare 933 persone e arrestarne 44.

GEN. CAPOLUPO, AZIONE PER SERVIZI MIGLIORI: Di fronte ad un panorama simile, ecco perché il comandante generale della Gdf, il generale Saverio Capolupo, torna a ribadire come l’azione delle fiamme gialle sia “essenziale” per “migliorare l’efficienza dello Stato”, ridare “slancio all’economia sana” e, soprattutto, “assicurare il corretto impiego delle risorse”. Ben consapevoli che “prevenire e reprimere sprechi ed abusi garantisce l’erogazione di servizi più efficienti”.

 

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