Obama: “Progressi con Cuba, non siamo minaccia per Caracas”

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PANAMA. – I “cambiamenti storici” tra Usa e Cuba stanno dando dei “risultati”: lo ha sottolineato il presidente Barack Obama, precisando d’altra parte che Caracas non è “una minaccia per gli Stati Uniti e gli Stati Uniti non sono una minaccia per il governo del Venezuela”.

Quelli in corso con L’Avana rappresentano “i negoziati più intensi e di livello più alto degli ultimi decenni. Sono convinto che potremo portare avanti la riapertura delle rispettive ambasciate”, ha precisato Obama in un’intervista alla Efe a poche ore dall’apertura a Panama del Vertice delle Americhe.

Obama ha inoltre sottolineato “la preoccupazione” di Washington per il fatto che Caracas “continua a sforzarsi nell’intimidire i propri avversari politici” e per “la costante erosione dei diritti umani in Venezuela”. Né Washington né i paesi latinoamericani – ha aggiunto – devono tacere sulla situazione esistente in Venezuela.

D’altra parte un gruppo di 26 ex presidenti latinoamericani ha presentato una dichiarazione comune di denuncia sulla situazione dei diritti umani in Venezuela, esigendo l’immediata liberazione degli oppositori attualmente incarcerati, in occasione del Vertice delle Americhe a Panama.

“Questo è il vertice della dignità”, ha detto l’ex presidente colombiano Andrés Pastrana, presentando la dichiarazione in un albergo di Panama in presenza di Lilian Tintori, moglie di Leopoldo López, leader dell’opposizione arrestato nel febbraio del 2014, e Mitzy Capriles, moglie di Antonio Ledezma, il sindaco di Caracas arrestato nel febbraio scorso.

Pastrana ha elencato una lunga serie di violazioni dei diritti umani imputate al governo di Nicolás Maduro: dalla repressione delle manifestazioni antichaviste all’impunità con cui agiscono gruppi armati pro governativi, passando per gli attacchi a giornalisti e media critici. Sia Pastrana sia l’ex premier spagnolo José Maria Aznar hanno chiesto ai leader latinoamericani in carica d’associarsi all’iniziativa.