Il marò Latorre resterà in Italia per altri tre mesi

Marò: Latorre assiste a Processione Misteri a Taranto

NEW DELHI. – Il Fuciliere di Marina Massimiliano Latorre ha ottenuto senza problemi ed in un’unica udienza della Corte Suprema indiana l’autorizzazione a prolungare la sua degenza in Italia di altri tre mesi, fino al 15 luglio, per continuare il programma riabilitativo dopo l’ictus che a New Delhi lo colpì alla fine di agosto 2014. Ma i giudici – visto lo stallo del processo sull’incidente del 15 febbraio 2012 in cui morirono al largo del Kerala due pescatori indiani che coinvolge, oltre a Latorre, anche il Fuciliere Salvatore Girone – hanno proposto una ripresa delle udienze “entro la fine di aprile”. “Sicuramente questa proroga – ha commentato all’ANSA la compagna di Latorre, Paola Moschetti – gli consente di proseguire le cure in un ambiente più salubre quale può essere quello domestico”. Dal punto di vista psicologico pero’, ha sottolineato “sicuramente è un sollievo solo temporaneo”. Nell’aula n.3 della Corte, gremita di avvocati e giornalisti, ed in presenza dell’ambasciatore d’Italia Lorenzo Angeloni, il presidente Anil R. Dave è parso dare praticamente subito per scontato l’opportunità di concedere la nuova proroga a Latorre. Insieme ai giudici a latere Kurien Joseph e Amitava Roy, ha discusso invece animatamente lo stato del processo con i legali dei Fucilieri (Soli Sorabjee e K.T.S. Tulsi) e con l’avvocato del governo, la ‘additional solicitor general’ Pinky Anand, membro del Bjp del premier Narendra Modi. Momento vivace del dibattito è stato quando il giudice Dave ha detto ai difensori di Latorre che “con il vostro ricorso (sull’impossibilità per la polizia antiterrorismo Nia di presentare i capi di accusa, ndr) avete bloccato il processo”. Ma gli avvocati Sorabjee e Tulsi hanno avuto facile gioco nel replicare che “proprio la Corte Suprema, accettando di escludere dal caso la Legge per la repressione della pirateria in mare (Sua Act) aveva posto i presupposti per il ricorso”, visto che la Nia non agisce in assenza di leggi antiterrorismo. Al termine della discussione la Corte, dopo aver verificato l’esistenza di un impegno dell’Italia (a firma dell’ambasciatore Angeloni) a rispettare i termini della proroga, ha confermato la nuova data del 15 luglio per il rientro di Latorre. Ed ha anche disposto però nella sua ordinanza la riapertura delle udienze in Corte Suprema sul ricorso italiano contro la Nia, possibilmente “entro l’ultima settimana di aprile”. Ovviamente non sono mancate le reazioni politiche in Italia oscillanti fra una certa soddisfazione per la nuova proroga da parte di esponenti governativi (“apprezziamo e registriamo positivamente il fatto che siano state riconosciute le ragioni umanitarie”, ha commentato ad esempio il ministro degli Esteri Gentiloni), e critiche da parte di chi (M5S, Forza Italia e Fratelli d’Italia) considera inefficace la strategia posta in essere dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. E’ un fatto comunque che la “diplomazia segreta”, attivata fra Roma e Delhi dopo la presentazione di una “proposta” italiana, dispone di altre 12 settimane per dare i suoi frutti. In ambienti legali indiani si osservava oggi che non è certo che la prossima udienza possa veramente essere fissata entro la fine di aprile, come chiesto dal giudice Dave. E che anche se così fosse, la Corte Suprema potrebbe solo cominciare ad esaminare il caso perché é prevista una sospensione delle udienze fra metà maggio e fino a fine giugno, ed una ripresa all’inizio di luglio. Questo ulteriore periodo morto giudiziario potrebbe essere sfruttato dai negoziatori per trovare un’intesa soddisfacente per le due parti, da presentare magari in estate alla Corte Suprema che, con un certo sollievo, potrebbe farla sua.
(di Maurizio Salvi e Maria Grazia Coggiola/ANSA)

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