Mancini: “Rivoluzione? Non cambieremo tutto all’Inter”

Pubblicato il 10 aprile 2015 da redazione

Soccer: Serie A; Sampdoria-Inter

MILANO. – Una rivoluzione sì, ma di atteggiamento. Roberto Mancini, dopo il pari col Parma, aveva auspicato un drastico cambiamento che sembrava condannare gran parte della rosa nerazzurra. Ma il tecnico non intende fare tabula rasa.

“La rivoluzione fa bene, può far cambiare mentalità. Ma non è che dobbiamo cambiare 25 giocatori”, spiega l’allenatore nella conferenza della vigilia della trasferta di Verona. Mancini ridimensiona le reazioni a caldo dopo l’1-1 con gli emiliani. È passata una settimana, in cui non ha concesso riposo alla squadra neppure il giorno di Pasqua. Dopotutto la prova con il Parma ha deluso tutti, anche il presidente Thohir. “Ci sta un momento di arrabbiatura, è normale soprattutto dopo una gara così – conferma Mancini -. Ma il presidente pensa sempre positivo, è convinto che possiamo vincere tante partite. Leggo spesso che il presidente è lontano e la società è allo sbando, ma non sono cose vere. Non si perde o si vince perché Thohir è lontano”.

Una risposta indiretta a chi crede che con il ritorno di Moratti, e quindi con la presenza costante e vicina del patron, l’Inter riuscirebbe a rialzarsi. Secondo il tecnico la strada è più lunga e impervia. Qualcosa comunque è già cambiato. Mancini è più severo, ha capito che serviva il pugno duro: “Avevo un approccio diverso perché i giocatori si sono sempre impegnati in allenamento. Alla fine uno non può arrabbiarsi più di tanto. Questa settimana è stata più dura, i giocatori capiscono che si può fare di più”.

Senza imporre il ritiro, però: “E’ una cosa tipicamente italiana – afferma -. Si faceva quando avevo sedici anni”. Anche la squadra ha colto il cambiamento, l’atmosfera è meno distesa. Ora tutti devono dimostrare di valere la maglia nerazzurra. “I giocatori sentono questo peso, non sono tutti tranquilli e sicuri. Sono dispiaciuti, ma devono prendersi delle responsabilità. Servono caparbietà e voglia di vincere. Serve l’atteggiamento, l’attitudine alla gara. Kovacic? La società ha molta fiducia in lui, lo dimostra il rinnovo. Ci sono momenti però in cui i giocatori devono dimostrare qualcosa in più”, si raccomanda Mancini.

Ormai la stagione dell’Inter ha poco da chiedere. L’Europa è lontana e la concorrenza agguerrita. Difficile che in queste nove gare si possa centrare un pass per il calcio internazionale. Mancini, comunque, promette di rispettare l’impegno preso: “Io sono già in un grande club. Credo si possa tornare competitivi. Se staremo fuori dalle Coppe non sarà un dramma. Alterniamo partite ottime ad altre pessime, ma fa parte di questo percorso di sofferenza”.

Ci sarà ancora da soffrire, ma il tecnico è convinto che presto tornerà il sorriso. La squadra sarà competitiva e la settimana prossima parlerà con Thohir chiedendo giocatori di spessore: da Dybala a Yaya Touré, da Pedro a Cech. Non una rivoluzione, ma sacrifici sul mercato per garantirsi un futuro più sereno.

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