L’Isis assedia Ramadi, decine di migliaia in fuga

Mideast Iraq Islamic State

 

 

 

 

BAGHDAD/BEIRUT. – Decine di migliaia di civili, in parte in auto e altri a piedi, stanno lasciando Ramadi, il capoluogo della provincia irachena di Al Anbar, cento chilometri a ovest di Baghdad, investita da un’offensiva dell’Isis. Gli sfollati si dirigono in gran parte verso la capitale, dove oggi almeno 40 persone sono morte in una nuova serie di attentati che hanno preso di mira in particolare quartieri sciiti. Mentre anche a Erbil, il capoluogo della regione autonoma del Kurdistan dove gli episodi di violenza sono molto rari, un’autobomba è esplosa davanti al consolato americano e l’attentato è stato rivendicato dall’Isis.

Fonti curde citate dal sito di notizie Rudaw hanno detto che vi sono stati tre morti e cinque feriti. Tra questi ultimi vi sarebbe anche un cittadino Usa. Ma una fonte del consolato citata dall’agenzia Ap ha detto che tra i morti o feriti non vi è alcun membro del suo staff. Da sei mesi i miliziani dello Stato islamico erano schierati non lontani da Ramadi, ma dal 10 aprile hanno lanciato un’offensiva per conquistare la città. Nelle ultime ore i jihadisti hanno completamente circondato il centro, impossessandosi di diversi villaggi vicini.

Lo Sheikh Shehan al Alwani, capo di un clan tribale che combatte con le forze lealiste contro l’Isis, ha detto che i jihadisti sono ormai penetrati anche in parti della città, impossessandosi della Grande Moschea e ponendo l’assedio alla sede del governatorato, che hanno bombardato con mortai. Per il governo iracheno, che si proponeva di ‘ripulire’ la provincia di Al Anbar dall’Isis prima di intraprendere la controffensiva su Mosul, nel nord, si tratta di un rovescio militare molto grave. Oltre che inspiegabile, secondo molti civili costretti a fuggire, che hanno denunciato il ritiro senza apparenti motivi delle forze lealiste.

“Ecco quello che guadagnamo dai nostri politici corrotti, scappiamo solo con quello che indossiamo per sfuggire alla morte”, ha detto un civile, Abu Ahmad, mentre camminava con la moglie, tre figli e l’anziana madre. Il presidente del Consiglio provinciale di Al Anbar, Sabah Karhut, ha detto che le autorità di Baghdad hanno predisposto l’assistenza per 15.000 famiglie di sfollati. Il più grave degli attacchi oggi nella capitale è avvenuto all’interno di un concessionario di auto nel quartiere sciita di Habibiya, dove 15 persone sono morte e 26 sono rimaste ferite da un’autobomba.

Mezz’ora prima altre 13 persone erano state uccise e 24 ferite da un’autobomba vicino ad un mercato all’aperto nel quartiere sud-occidentale di Amil. A Erbil, invece, un attentatore suicida a bordo di un’autobomba si è fatto saltare in aria vicino al consolato nel quartiere cristiano di Ainkawa. Secondo una ricostruzione delle autorità di polizia curde, il kamikaze ha cercato di raggiungere la sede diplomatica, ma è stato affrontato da miliziani curdi all’esterno. Testimoni hanno detto di avere udito colpi d’arma da fuoco per alcuni minuti anche dopo l’esplosione.

(di Alberto ZanconatoçANSA)