Scudetto Juve ad un passo, la Lazio si arrende

Pubblicato il 18 aprile 2015 da redazione

Soccer: Serie A; Juventus-Lazio
TORINO. – Game over. Anche la Lazio, risalita imperiosamente al secondo posto, si è inchinata allo strapotere della Juventus. Lo scudetto numero 4 della serie, il primo ‘di’ Allegri è ormai cosa fatta, i bianconeri possono dedicarsi anima e corpo alle coppe, a cominciare dalla Champions. I biancocolesti si erano arresi all’andata all’Olimpico, 0-3, ma era un’altra Lazio.

Ci si aspettava qualcosa in più dalla squadra di Pioli, arrivata a Torino cavalcando l’onda di otto vittorie consecutive. Aveva l’occasione di portarsi a -9 dalla capolista e di mettere un po’ di pepe nel finale della serie A e, soprattutto, voleva conservare il secondo posto, che ora la Roma può di nuovo soffiarle. Invece è andata sotto di due gol nella prima mezz’ora, punita dalla bravura e scaltrezza di Tevez e soci, ma anche dalle sue disattenzioni.

Onore alla Juventus che stravince anche questo campionato, con grandissimi meriti. Ancora Tevez protagonista, Bonucci un’altra volta goleador, Pirlo in ulteriore progresso, Evra e Padoin ottimi esterni di centrocampo, ma è stata la solidità, la compattezza a fare un’altra volta la differenza. La Lazio ci ha provato, i 9 calci d’angolo (a 2) dicono che è stata spesso in attacco, ma senza mai trovare gli spunti vincenti. Anderson non si è quasi mai visto, l’assenza di Parolo ha pesato, come pure la scelta di Candreva e Keita in panchina nei primi 45′.

Così la serata, fredda e piovosa a Torino, è finita con l’entusiasmo del popolo bianconero, che ha cantato a squarciagola: “E tutta Roma se ne va” e “I campioni d’Italia siamo noi”. Tevez ha firmato il suo 18/o gol in campionato, uno meno del totale dello scorso campionato, rubando il tempo ai difensori centrali della Lazio. Ed ha festeggiato alla moda di Buones Aires, scimmiottando una gallina che sbatte le ali. Un rituale che ha fatto immediatamente pensare alle dichiarazioni del presidente del Boca Juniors, che solo ieri ha azzardato che il rientro dell’Apache in Argentina è vicino. Ed il pubblico dello ‘Stadium’ ha scandito nome e cognome dell’argentino, per invocarlo a restare ancora a lungo a Torino (il contratto di Carlitos scade il 30 giugno 2016).

La Lazio ha faticato a reagire e prima della mezzora del primo tempo è arrivato il raddoppio bianconero, dopo una discesa di Bonucci: centrocampo e difesa della Lazio si sono concentrate sugli attaccanti e hanno lasciato il difensore arrivare indisturbato davanti a Marchetti che, peraltro, ci ha messo poco di suo per rimediare. Per Bonucci è stata la terza rete della stagione in campionato, quarta con il gol di Coppa Italia alla Fiorentina.

Sul 2-0 per i bianconeri si è trattato solo di resistere, di non perdere mai la concentrazioni. E ci sono riusciti benissimo, ingabbiando il gioco laziale. Per la squadra di Pioli è stato un brusco risveglio, anche se la sua stagione resta ottima. E per la rivincita con la Juve c’è la finale di Coppa Italia a giugno.

(di Renato Botto/ANSA)

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