In Italia arriva la fattura elettronica e lo scontrino sarà facoltativo

Scontrini fiscali

ROMA. – Il decreto sulla fattura elettronica approda in Cdm. E promette una rivoluzione per il fisco. Dal 2017 gli incassi potranno essere inviati al fisco anche via web. Il vecchio registratore di cassa andrà così in soffitta e insieme a lui anche lo scontrino fiscale. Per i contribuenti che aderiscono alla svolta telematica, che rimane volontaria, lo scontrino sarà facoltativo e non avrà valore tributario bensì amministrativo. In pratica potrà essere rilasciato se richiesto, ad esempio per attivare la garanzia sul bene acquistato, ma non farà più scattare multe.

La strada per quella che si preannuncia una rivoluzione fiscale verrà tracciata dal Consiglio dei Ministri di martedì. E’ vero, non sarà ancora affrontato il nodo delle sanzioni penali, che prevedeva una soglia di punibilità al 3% (che aveva provocato polemiche perché secondo alcuni avrebbe potuto avere impatto sulla condanna penale di Silvio Berlusconi). E nemmeno la riforma del catasto. Ci saranno invece le norme sulla fattura elettronica e quelle che regolano il fisco internazionale (il cosiddetto ruling).

Con grande probabilità, inoltre, sul tavolo dei ministri arriverà anche un’ipotesi per risolvere il nodo delle nomine dei dirigenti dell’Agenzie Fiscali annullate dalla Corte Costituzionale. Non è invece ancora sicuro che possano essere esaminati altri due decreti: il primo riguarda l’abuso di diritto e contiene la norma che regola questa forma di elusione fiscale internazionale, il secondo riguarda la ”cooperative compliance” e prevede l’affiancamento volontario dell’Agenzia delle Entrate alle grandi imprese internazionali per dare loro certezza nell’applicazione della normativa fiscale.

La novità con il maggior impatto sui cittadini è la fattura elettronica. Riguarda le imprese, ma avrà risvolti pratici anche per i contribuenti-persone in termini di semplificazione. Per chi aderisce alla fattura elettronica lo scontrino diventa facoltativo: in pratica perde la funzione ”fiscale” con tutto l’armamentario di multe che l’accompagna. Potrà invece essere rilasciato il tagliando cartaceo a richiesta del cliente. Magari per accertare una vendita e far scattare una garanzia, o per chi ha la necessità di giustificare un acquisto per presentare un rimborso aziendale.

L’altro aspetto, non trascurabile, riguarda il 730 precompilato. Le spese detraibili e deducibili fatte con fattura elettronica – come una visita medica da uno specialista privato – saranno direttamente inserite nella dichiarazione dei redditi che prepara l’Agenzia delle Entrate. Il fisco, ovvio, avrà così una maggiore capacità di verifica fiscale, selezionando contribuenti da controllare.

Ma anche per le società che adottano la fattura elettronica ci sono benefici: avrà precedenza nei rimborsi Iva che arriveranno in 3 mesi, non dovrà applicare lo spesometro per gli acquisti sopra i 3.600 euro, il termine per le verifiche scadrà in 3 e non in 4 anni, non dovrà fare le comunicazioni relative agli acquisti fatti nei Paesi Black List per importi superiori ai 10.000 euro. Insomma, una lista di alleggerimenti burocratici reali. Il decreto sulla fiscalità internazionale, invece, regolerà il cosiddetto ruling, cioè lo strumento che consente di stabilire per una società internazionale l’entità dei tributi da attribuire ad uno o l’altro Stato.

Ma arriverà anche qualche paletto che impedirà il fenomeno della ”fuga dei profitti” nei Paesi a bassa tassazione, lasciando i costi in quelli dove è possibile abbattere le imposte dovute. Il fenomeno, conosciuto con l’acronimo inglese Beps (Base Erosion e Profit Shifting), è nel mirino che punterà i cosiddetti ”prezzi di trasferimento” usati dalle imprese multinazionali.

(di Corrado Chiominto/ANSA)

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