Nuovo naufragio a Rodi, si teme un’altra strage

Naufragio a Rodi, 200 a bordo, si temono molte vittime

ATENE. – Ancora una volta le acque del Mediterraneo si sono trasformate in una tomba per decine di persone in fuga dalla guerra e dalla miseria. Un barcone con circa 200 migranti a bordo è naufragato a una manciata di metri dalla costa orientale di Rodi, in Grecia, e sinora sono stati recuperati i corpi di un bambino, di una donna e di un uomo. Sono 57 le persone tratte in salvo ma proseguono le ricerche di eventuali vittime e sopravvissuti. Drammatiche le immagini che rimbalzano dall’isola greca.

In giornata invece, l’Oim (l’Organizzazione internazionale per le migrazioni) ha reso noto di aver ricevuto tre richieste di soccorso da altrettante imbarcazioni in navigazione nel Mediterraneo al largo della Libia. L’Oim non ha fornito dettagli circa il numero dei migranti coinvolti o le loro condizioni. Ma il premier Matteo Renzi ha parlato di “un gommone a 30 miglia dalla Libia con 100-150 persone a bordo” e “un’altra barca più grande con 300 persone”.

Renzi ha aggiunto che c’è anche un terzo natante in difficoltà e che Italia e Malta sono impegnate in “operazioni di soccorso”. A Rodi, secondo i testimoni che al momento del naufragio si trovavano sulla spiaggia di Zephyros, di fronte alla quale il barcone ha cominciato ad inabissarsi dopo aver urtato gli scogli, sull’imbarcazione c’erano almeno 200 persone che sono saltate in acqua senza attendere i soccorsi. A decine, sotto gli occhi allibiti e spaventati di residenti e turisti sul posto, hanno cominciato a dirigersi verso terra a nuoto o aggrappati a qualunque cosa potesse galleggiare.

E’ scattata subito una catena umana e diversi uomini si sono tuffati nell’acqua gelida per andare incontro ai superstiti e trascinarli a fatica verso la riva non sabbiosa ma irta di scogli taglienti. Secondo la Guardia costiera, il barcone era partito dalle coste della vicina Turchia ma gli scafisti lo hanno abbandonato quando ancora si trovava al largo dell’isola di Rodi. Decine dei migranti a bordo, che secondo le autorità sarebbero per lo più di origine siriana, potrebbero aver raggiunto terra incolumi ed essersi poi nascosti.

Due le tragedie del mare sfiorate l’anno scorso nelle acque greche: la prima, il 27 novembre, quando sull’isola di Yerapetra arrivò il cargo Baris – che era diretto in Italia – dopo essere andato alla deriva per giorni nell’Egeo con circa 600 migranti a bordo. La seconda, il 19 dicembre seguente, quando un barcone con a bordo circa 200 persone venne localizzato a oltre 100 miglia al largo della costa sud-occidentale del Peloponneso. I migranti non vollero sbarcare in Grecia e l’imbarcazione fu rimorchiata verso un porto della Sicilia.

Solo nei primi tre mesi di quest’anno, secondo le ultime statistiche della Guardia costiera ellenica pubblicate la settimana scorsa, sono 10.445 gli immigrati stranieri entrati clandestinamente in Grecia via mare. Nel solo mese di marzo sono stati ben 6.498 i migranti che hanno attraversato l’Egeo orientale. Questo dato indica un aumento di tre volte rispetto ai primi tre mesi del 2014, quando furono in totale 2.863 migranti ad entrare illegalmente nel Paese. La migrazione via mare è aumentata dopo la costruzione di un muro lungo al confine con la Turchia, nel nord della Grecia, l’escalation dei conflitti in corso in Medio Oriente e nel Nord Africa e le crisi umanitarie in Siria e in Iraq.

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