Cuba: municipali, non passano i due candidati indipendenti

Local elections in Havana

L’AVANA. – I due candidati “indipendenti” – ovvero di opposizione – che si erano presentati per le elezioni locali celebrate a Cuba sono stati sconfitti alle urne dopo essere stati denunciati come “controrivoluzionari” dal governo. Hildebrando Chaviano, un giornalista di 65 anni, e Yuniel Lopez, un disoccupato di 23, non hanno ottenuto i voti necessari per diventare parte dei 12.589 rappresentanti dei 168 consigli municipali, la struttura di base del cosiddetto Potere Popolare. Chaviano ha dichiarato alla stampa di essere moderatamente soddisfatto per aver ottenuto 105 voti – su un totale di 448 – arrivando a soli 18 voti dal rivale più votato, pur risultando il candidato con meno preferenze.

“La gente – ha detto – non è pronta e poi è stata fatta molta confusione su di noi”. La ‘biografia ufficiale’ governativa – esposta per settimane nella sede del suo seggio elettorale – lo descrive d’altra parte come autore di “articoli contro la Rivoluzione finanziati da organizzazioni controrivoluzionarie straniere”. Tanto Chaviano come Lopez – anche lui ha trovato una ‘biografia’ affissa davanti al suo seggio prima delle votazioni – hanno spiegato di ritenere un successo di per sé che siano stati scelti come candidati in assemblee pubbliche di cittadini, dove si vota a mano alzata.

Il governo cubano infatti non ammette l’esistenza di un’opposizione nell’isola, e denuncia oppositori e dissidenti come ‘mercenari’ pagati dall’estero e agenti controrivoluzionari. La tesi ufficiale considera inutile il pluralismo politico, giacché le opinioni e la volontà dei cittadini sono comunque rappresentate attraverso le assemblee popolari, vero fondamento democratico del sistema.

Queste, ad ogni modo, sono state le ultime elezioni organizzate con la legge attualmente in vigore. Nel febbraio scorso il plenum del Partito comunista cubano (Pcc) ha annunciato che in vista delle elezioni generali del 2018 si procederà a una riforma della norma, senza però fornire ulteriori dettagli sul contenuto. Durante un dibattito organizzato dalla rivista Juventud Rebelde sul sistema elettorale dell’isola, si è perfino discusso della possibilità che si permetta l’elezione diretta “delle più alte cariche” dello Stato. Proposta che, a dire il vero, non sembra essere per nulla all’ordine del giorno.

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