Grecia in rosso, mancano 400 milioni per pagare le pensioni

Greece Bailout

BRUXELLES. – Non basterà rastrellare le riserve degli enti pubblici per evitare il default: alle casse del Governo greco mancherebbero comunque 400 milioni di euro e stipendi e pensioni dei dipendenti pubblici di aprile tornano di nuovo in bilico. Mentre il negoziato con l’Europa resta in sostanziale stallo, nemmeno il nuovo aumento della liquidità d’emergenza (Ela) della Bce sarà risolutivo.

L’unica speranza di un progresso rapido è nell’incontro tra Tsipras e la cancelliera Merkel, a margine del vertice europeo sull’immigrazione. I due cercheranno di trovare un compromesso, visto che è ormai chiaro che la Grecia prosegue sulla sua strada, ignorando tutte le scadenze che l’Europa le ha posto finora. La situazione finanziaria del Governo ellenico è ancora poco chiara, ma oggi è il viceministro delle Finanze Dimitris Mardas a lanciare l’allarme: “La Grecia deve trovare fra i 350 e i 400 milioni di euro per poter pagare stipendi e pensioni a fine aprile”, ha detto in un’intervista a Mega Tv.

Mardas ha spiegato che i trasferimenti alla Banca centrale della liquidità non utilizzata nel settore pubblico dovrebbero portare 2,5 miliardi nelle casse del Governo. “Abbiamo una diminuzione delle entrate fra i 350 e i 400 milioni di euro che deve essere coperta entro la fine del mese allo scopo di soddisfare le necessità del Paese”, ha detto Mardas riferendosi al pagamento degli stipendi e delle pensioni.

Oltretutto, il trasferimento dei fondi è ancora in sospeso: i sindaci greci sono in rivolta contro il decreto ‘rastrella cash’ e hanno chiesto a Tsipras di essere ricevuti il prima possibile, altrimenti “non ci sarà nessun trasferimento. Se il Paese rischia la bancarotta, daremo tutto ciò che abbiamo ma prima ci devono spiegare”, hanno avvertito in una nota.

Nel frattempo, nemmeno l’Euro Working Group ha fatto nuovi progressi. E, come da attese, nemmeno l’Eurogruppo di Riga sarà significativo. Nel negoziato “restano differenze sostanziali”, ha detto il consigliere esecutivo Bce Benoit Coeuré. Ad esempio, spiega il direttore generale del fondo salva-Stati Esm, Klaus Regling, non solo non c’è un piano di riforme completo ma mancano anche dettagli sul bilancio 2015 e 2016.

Senza contare che il Governo prosegue con alcune misure “costose”, contrarie all’accordo del 20 febbraio, come bloccare il congelamento di alcune pensioni e l’aumento del salario minimo. Tutte misure che fanno salire il deficit e che non vengono “compensate” da misure di pari valore.

(di Chiara De Felice/ANSA)

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