Scienziati Usa al lavoro per l’accordo nucleare con Iran

Pubblicato il 22 aprile 2015 da redazione

Iran: Khamenei, intesa Losanna non è vincolante

NEW YORK. – La delegazione iraniana e quelle delle grandi potenze mondiali tornano a riunirsi a Vienna per scrivere il testo dell’accordo finale sul programma nucleare di Teheran, che deve essere firmato entro fine giugno. Rimane da superare ancora lo scoglio del calendario della sospensione delle sanzioni, ma gli aspetti tecnici sembrano ormai superati. Un risultato raggiunto anche grazie a scienziati ed esperti americani, che hanno contribuito in maniera determinante ad elaborare i dettagli scientifici dell’intesa raggiunta a Losanna.

E lo hanno fatto anche in una ‘replica’ degli impianti nucleari iraniani costruita in segreto a Oak Ridge, nelle foreste del Tennessee, oltre che in altri impianti, compreso quello di Los Alamo, in New Mexico, dove durante la seconda guerra mondiale fu costruita la bomba nucleare Usa. In una sorta di ‘Progetto Manhattan al contrario’, in una serrata corsa contro il tempo, invece di costruire la bomba, il loro compito e’ stato quello di impedire la realizzazione di quella iraniana, fornendo suggerimenti su come riconvertire gli impianti nucleari in Iran e valutando le proposte tecniche in arrivo da Teheran sul tavolo dei negoziatori.

Lo scrive il New York Times, secondo cui la realizzazione dell’impianto di Oak Ridge, con la copia delle centrifughe iraniane per l’arricchimento dell’uranio, e’ stata determinante per valutare in che modo poter estendere fino ad almeno un anno il tempo mimino necessario all’Iran per realizzare la bomba, nel caso decidesse di violare l’Accordo.

Ma lo scopo degli scienziati Usa e’ stato anche quello di proporre all’Iran alternative per mantenere gli impianti aperti con compiti civili. Per esempio quello di Fordo, che diventera’ un centro di ricerche. Grazie al fatto che e’ costruito all’interno di una montagna, aspetto che peraltro lo rende quasi invulnerabile, e’ un eccellente sito per la ricerca sui raggi che derivano dalle esplosioni cosmiche. O quello di Arak, dotato di un reattore in grado di produrre plutonio ad un livello utilizzabile per armi nucleari.

La proposta di rielaborazione dell’impianto per la realizzazione di isotopi a scopi medici e’ arrivata da Teheran ed e’ stata poi valutata e elaborata dall’ Argonne National Laboratory, allo porte di Chicago, con la soddisfazione dell’Iran. E ancora, al Livermore National Laboratory, in California, e’ toccato valutare il possibile l’utilizzo delle 6.000 centrifughe dell’impianto di Natanz e i tempi in cui potrebbero produrre uranio purificato.

Uno degli incentivi degli scienziati e’ stata anche la competizione tra di loro, scrive il Nyt, aggiungendo che spesso si sono trovati ad avere a disposizione ore e non giorni per dare le loro risposte e valutazioni. Ma evidentemente il loro lavoro ha funzionato, visto che ora le delegazioni a Vienna stanno mettendo i dettagli nero su bianco.

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